DELLA PATRIA POTESTÀ*. 45 ma e figura da poter elTere in grado di fervir meglio a fe, ed agli altri. L’ agricoltura ha migliorate tutte le erbe, e gli alberi} e gli uomini han data agli animali ièlvaggi nuova forma più acconcia a vivere fra efiì, ed a fervire all’ uomo . Perchè dunque 1’ educazione non potrebbe far il medeiìmo degli uomini? Ha dunque il torto Monliù Rofsò pretendendo, che 1’ educazione anzi di migliorarne ci guadi. Perchè fe il dice di una cattiva educazione , dirà quel che dicono tutti : (e intende di efcluderla dell’ intutto , ed in vece degli allievi degli uomini, darci di que’ fuoi allievi della natura} mi perdoni fe gli dico, che prende le colè a rove-feio, ed in vece di cicurire gli uomini, nel che è polla l’umana virtù, lì Itu* dia a fargli infalvatichire. §• Vili. L’ educazione nondimeno è dlai più diffidi arte, che non lì pen-la* La prima maffima, che vuol avere ^gni educatore, è, che per la legge All’unione della mente, e del corpo, juafto il corpo, fia guaito tutto f uomo. ^imamente che fare di un uomo a noncherini, di un uomo di diftorte nembraj o imbecille? di uno, in cui