DELLE SCIENZE. 207 iè non quando è divenuta pratica , e realtà : nè ella divien tale, fe non quando tutta fi è così ditìfulà nel coftume, e nelle arti, che noi l’adoperiamo come noitra iovrana regola, quafi lènza accorgercene. Ma fono giunte a quello fegno tra di noi le lettere ? Noi amiamo ancora più difputare, che operare. Le api , le quali potrebbero eifere un modello del vero faggio , nel fabbricare le loro celle fieguono collantemente le regole della più perfetta geometria, nè fi arrellano dal lavoro per dilputare inutilmente . Nelle bellie la cognizione è tutta ufo , perchè è 1* arte di Dio lavorante fu la materia j ed in Dio non ci fono enti di ragioni . Sarebbe egli tun privilegio dell’ uomo avere una ragione , buona parte della quale folle fenza ufo ? Io non vorrei che fi po-telTe ancora di noi dire , come della maggior parte de’ filo fori delle pallate età, l’intendimento de’ quali, quando fe ne voglia giudicar per 1’ ui© che ne fecero , può parere eifere flato loro dato per lo mondo ideale, non per io governo e vantaggio dell’ umana vita • Egli è vero, che non pochi fra di loro * fi iiudiaiono di convenire in pratica