ROID.2. Sopra il Cantico. Magnificat} &c. 107 A Tanquam fyonfus dominus procedens de Tbalatno fio. O T alamo facratifiì- Ptàl.7 x-mo: òcamera Canta; Sì magnifica, che il Rèdel mondo vi fipofa dentro ; sì rcligiofa, che fi può dimandar Santta. Santtorum ; Sì bella, che auanza tutte le bellezze de’cieli ; Sì netta, che non vi fù mai poi uerc di peccato alcuno ; Sì fccreta , che non vi entrò mai fe non Iddio,- Sì ornata, che gli Angeli del ciclo hanno commandamento & giorno & notte di cuftodirla,- Sì ricca, che fefuffero diftribuite le fuevittù,-arrichirebbonoil mondo tutto. Non ti marauigliar dun que, fe canta, Hà ben ragione di cantare : Guai a noi fe haueffe tac-ciuto . Hpc dies boni numi] eft , fi voluerimus tacere , [celeris arguemur ingra- i.Reg.jr. », Che vuol altro Iddio da noi, Chriftiani;fenoncfler cantato,ma- B gnificato, glorificato, col cuore, con la bocca, con le opere? E però dice Dauid tre volte, Cantate, Cantate, Cantate ; Cantate Domino canti- pfal-4$ cum nouum, Ecco la pri ma, Cantate domino omnis terra, Ecco la fecond a, Cantate domino & benedicite nomini eius. Ecco la terza . Imparate, impara te, Chriftiani, a cantare, a laudare, ad elìàltarc il nome di Dio.Non cantate con la bocca fola Preti, & Frati, che vi (lentate di dì & di notte con alte vocia folfeggiarc & hinni & falmi. Vdite fan Paolo, Confitentur Jenojie Deum, fatti* autem negant. Vdite Chrifto . Populna hic labias me honorat, cor autem eorum longeeft a me . Cantate con il cuore; & con la buona vita, accioche non vi dica Iddio, come dille a Giudei per lo voftro mal effempio . Nomen Dei blafrhematur tota dieinter gentes. Io voglio pur parlare a capi Chiericati ftà mane, perche parlo anco raame,& cótra di me; e feionon potrò finir di dichiararti il tempo,& il luogo, ouc,e quando fù fatto quello cantico virginale,lo di rem poi l’altro fabbato, che daremo principio all’cfpofitione. Chie rici, Prelati, Sacerdoti minori, Io vi dico, che la Nauedi Chrifto è in pericolo grandiffimo perla noftra mala vita,e non vi è altra prò uifione, che quella diNiniue, la penitenza,la penitenza,ci può far fuggire il flagello, che io veggo in aria pendere fopra il capo no Aro, e noi pur dormiamo, come fela Naue fufle in porto, comefe fufle in bonaccia, come fe fufle ficura, & falua, io ti dico, che Giu ' £) da non dorme , il diauolo non dorme, l’heretico non dorme,-Il Turco non dorme ; dormi pur tù , ridi de’ pari miei, che ti vogliono deflare , Se vedrai come ti auerrà; Quello è il mifterio dell’ Euangelio, Afcoltatori, che vi dice di quella Nauicella,oue erano iDifcepoli di Chrifto. La qual di notte fi trouò in mezo l’ondedi Marc.#, quel mar di Galilea,& venne tanto vento, che gli Apoftoli fi affati-cauanoco i remi di condurla àterra,& non potcuano. Erat enimven tus contrarius illis. Giesù fene flaua folo in terra egli, Se pareua che dormifle, pareua, che non fi curafle di loro per vn gran pezzo, onde i pouerelli Difcepoliftauano per affogarli con tuttala Nane. Io ui dico, che mi par fia uenutoqucl tempo a noftri dì; pare che ogni cofa fia cògiurata contra quella Nauicella; par che infin Chri- fto Tit. T. Matth.xj.