9* Ter^o giorno di Queir e firn a, SECONDA PARTE. A Mattli.ii. I parrà forfè Arano,Roma, che effondo qucfto precetto ndl’Euangelio d’amar gli nemici, sì graue, sì duro,sì difficile,sì repugnate alla humana naturaci la carne,alsaguc,Chn fio poi dicasi ardito. fuaue eft,&onusmeum fewe?Giogo piùgraue di quello non hebbe mai il mondo, nè legge più dura, ò più feuera.O Chriltiano, la fperanza del premio fa le grandi imprefe pa Matth.$. rcr leggieri • Chriftonon ti promette terra, f offerifee il Ciclo,gaudete, & exultate,quoniam merces vefìra copiofa eft in oe/ù.Non ti parla di lat- B te,e di mele,t’afficura d’ambrofia edi nettare.Come ti farà dùque dif ficile codardo , pulìllanime Chrifliano,l’amar il tuo nemico,il perdonargli, fepen farai,che perciò Iddio ti perdonerà i tuoi peccati,& beatificaratti in Paradifo?L’amor alleuia ogni fatica,non fonte chi da buon Cenno ama,cofadura;chi (lenta non ama,gioifcc ne’perico li.godencgli (fonti, ne’difagi trionfa chi s’innamora. Seruìfcttee Gene jp. fett’anni il gran Giacob,per hauer la bella Rachele,e gli parueropo-chiffimi giorni dice la fcrittura.per lo grande amore, che le portarla. Ama Iddio perfettamentehuomo, donna di quell’amore, che ti coni inda il Signor tuo,e correrai da te fteifo ad abbracciar il tuo nemico,non ti ricorderai d’ingiurie,non fentirai offefe,di te Creilo C feordato, & in Dio Colo rapito, & i più cari amici : & gli nemici vgualmente amarai. E ftretta la porta dell’Euangelio agli imperfetti, che lono habiruati ne i vitij, chedall’amor proprio fino al deprezzo di Dio hanno edificato la Città del Dianolo. Ma a chi è innamorato di Dio , à chi non ama fe (ledo fe non .in Dio, qual dolcezza maggiore, qual co fa più facile,che amare ogn’huo-Matth.j. 1X10 ' Od* con c^e ra§ione ** conuince il Signore . Si diligitis eos, qui yos diligunt , quam mercedem habebitis apud patrem veftrum ? nonne, & publicani hoc faciunt ? Et fi falutaueritis fratres yesìros tantum , quid amplius facietis ? nonne , & ethnici hoc fùciunt ? Vedete qui come ve- _ Gal.j. nuto miglior maeilro di Mosè,cc(Ta tanto fio la fua pedagogia. Lex ” pedagogus nofler fuit in Chrislo . Ai ybi yenit Chribtus , iam non fumus fub pedagogo - Tolieraua egli, che s’odiafforo gli alieni , che ha-ueano inimicitia vecchia co l Giudaifmo per l’idolatria . Quai maggior nemici dellaChriftianita fi tmnann