221 Sopra I Eu angeli o3 /cceferunt^fc. À Pegno , Mosè, benché fi ftia nel monte, non ode quella parola di Dio. Hic efìfilius mens dileElus, in quo mihi bene complacui,ipfitm audite. Lo Mattii. 17. ode ben diritto in Tabor, Mosè era feruo, Ch ritto era figliuolo . Volumus fignum videre. Ecco il fegno, Mosè hà bifogno del gran Gie-sù,però non uà fenza di lui. diritto è onnipotente, però fe netta lblo al deferto. O che fogni fono quefti,Giudea,della grandezza di. diritto. Volumus fìgnum videre. Qual maggior fogno vuoi,che quefti due tuoi prencipi de’ profeti, le glorie de’ quali hoggi fi narrano, e pur vanno in Tabor ad adorar diritto ? Generatio praua, & adultera (ìgnum quarit. Ecco il fogno della perfidia tua, Giona fanciullo di qucfto grande Helia, è riuerito tanto da gli Allìrij, alle fempli- B ci parole fue gli credono,fanno penitentia,fi connettono al Signore. Tu aChrifto , maggior d'Heliafuo padre, non pur non credi, ma fei rubella, & inimica. Salomone non fece mai miracoli,coinè Helia, e Mosè, & pur fenza vdirlo , alla fama-fola della fua lapientia , fi molle quella gran Reina de’.Sabetdall’eftrcme parti del mon do, venne in Gierulàlemmc per partecipar di tanta maeftà. Tu j-Reg.I0. diritto Giesù, che hai fatto maggior fogni di Mosè, & Helia, odi sìfpeffo, e vedi ogni giorno, e pur difpregi. Imparate voi, Chri-ftiani ,con l’altrui eflempio, a nonelfer negligenti in emendami dalla Reina, a non viuer impenitenti dai Niniuiti, a non morir „ oftinati da i Giudei ; ma conuertiteui al Signore, e ricuperate la . gratia fua, perche vi facciate poi anco degni della gloria. Adquam nos conducat ille, qui viuit, & regnat in fecula, feculorum. slmen_j. Del me de fimo giorno. V III. di di Quarefima, Soprai’ Euangelios Acceflerunt ad Iefu m Serióse, & Pharittei dicentes, Magitter, Volumus à te fignum videre. Matth. 12. PROEMIO. Elkntomo.perfuperno lume di perfettafede infufa 3 dalla verità infallibile, della fua legge efatto certose poi come incredu lo e ribelle, piu oltra tnuefigando, cerca confetture defenfi, & euidenti fegni 5 a tefimonij approbati non crede, àfritture aperte non cede, ad oracoli non corfente, e pur con tutto quello à ben operare non fi commoue y E degno veramente diripren-