Sopra rSùangelìo. Dutlus efl lejus, / j j A Faraone gli Israeliti* I parenti ci ritraggono Tempre dal bene,ci dan Tempre da fare, come Laban a Giacob.Icattiui Signori conlelor ExOtJ' tirannie fan perder la patientia a i più fantihuomini del mondo, comelezabelle ad Helia.Gli heretici,quanti buoni feducono con le ròan 7. lorarti ogni giorno,come i Farifei.i lemplici delpopolofGli huo-mini maligni, che van dicend o male di quello, & di quello, con le lor lingue, quanti fuochi,quante feditioni,quanteinimicitie,caufa notrài buoni Chriftiaui.Gomei pallori di Abramo,e Loth?II litiga Genefi;. re,che lì fà ne i palagi,alla Rotatila Camera,in Campidoglio,quan tibuonifpiritie(lingue,edi celelli làdiuentar terreni,come quei Corinthi,alli quali prohibì San Paolo il litigare ? Il mal clfempio, e I,Cor,s' 3 la infame vita della chierica tuttala chi non fà beftemmiar Dio, che gli fopporta mille voltel’horadLeaduerfe fortune,quan ri fà diuen-tar impatienti? Leprofpere quanti infoienti? La pace,di quanta pi-grida è molte volte cagionerà guerra,di quanto furore?La abon-dantia,di quanta ingratitudine’La pouertà,di quanta cupidigia?Oi me,che vi pare di quelle quindici battaglie,nelle quali ogni fiora lia mo?Ma oltra quelli quindici nimici noftri,checi combattono lem pre.vene fono infiniti, Omnes creatura Dei in odium fatta funt, & in tenta- _ tionem animis hominem, &~in mufcipnlampedibus inftpientium . Ogni cofa ci aP' *4’ fàguerra , perche pecchiamo . Chebifogna dunque fare, fe non volgerli a.Chrilto l alla gratia fua ? Coli fece il Profeta. Multiplicati Pfal• C funt inimici mei, & tu -Domine adiuuitti me, Ente me a tircundantibus me. In Pfa). 31. te eripiar a tentatone, &in Deo meo tranfgrediar murum. Efpugnerò que- pfal-v. ila muraglia forte di aduerfarij, che mi tengono alfcdiaro, e non milafeiano a pena refpirare. Mercè del demonio, Chrilliani,Capitano ..e maggior di tutti gli altri nemici. Vdite Gieremia, che fi lamenta. CoMi/«/it via# meus lapidibus quadratis. Ci hà ferrato d’intor- Tsen.5. no, difopraconl’ambitione, di fatto con ìaluffuria, dinanzi con Eauaritia , di dietro con la obliuione depeccati, dalla delira con la fortuna profpera, dalla finillra con l’aduerfa. Ecco quella picciola Città dcirEcclefiallico,attediata da quel potente tiranno,circondata intorno dalle nemiche genti. Ciuitus parua:, & pauci in ea viri. Venit E j D' contraeam Rex magnus, & vallauit eam ,extruxit munitiones per gyrum perfetta efl obfidio. Mac più potente la gratia, del peccato 5 Giesù.del demonio , Dominus fortis & potens, Dominus potens in prnlio. Haueràdi Pfal.ij. nói mifericordiail Signore in tante battaglie, in attedio coli crude le.Senoi fiamo figliuoli di Dio,come epottibile, che non ci hab-bi compaflìone ? mollrate folo diettere Tuoi figliuoli, ediuentare-teanimofi. Hercolefabulofo, mollròettere figliuolo di Giouea quella gran proua, quando in culla vccife quei due ferpenti velinoli , mandatigli per dargli morte. Voi mollrate efferfigliuoli di Dio , col vincere letentationi ferpentine . Sù,sù, Io vi dirò le parole del Machabeo , Accingimini 3 efiote. fìlij potentes. Cin- i.Macy. Quad. del Bitonto, Parte f, ’ I 3 geteui,