6 0 2 Del Lunedi, giorno xx. dì Quare [ima s Ioan.ij». je/«s Naerar enus Rex Iudaorum ? O quanto honore hebbe Nazareth A da Giesù Chrifto. Se dunque non gli fece tanti miracoli, non fi dolgano di lui, dolganfi di loro ftefli. San Mattheodùe,che Matth.13. non pOteua far miracoli in Nazareth per l’incredulità loro. Haurebbe voluto, mà non potea. Non potea, (Dotto,) di giu-flitia : perche di giuftitia non può Iddio, fe non quello , che deb-be : non douea far miracoli in Nazareth: perche era vn gittar le margarite a porci, il tanto a cani ; dunque non potea . Se tu dirai. Capharnaum, non era megliore di Nazareth ? E'vero,ri-fponderòio: ma ftaua molto peggio vn minor peccato in Nazareth, che vn grande in Capharnaum: poiché l’hauea Chrifto tanto honorata, con la tua incarnatione . Non coti di Sodo- B ma, la quale non s’ègià dannata per non veder miracoli, ma per tralgrcdire la legge naturale; che fe quella hauefle offerua-to, con l’aiuto di Dio , che non mancò mai à perfona in al-Rom.z. con flato , etiandio fenza miracoli ti farebbe faluata . Cumgen-Eia.46. tes , qua legem non habent , naturaliter ea, qua legis funt , faciunt , ipft fibi funt lex. Però il Profeta grida. Reddite prauaricatores ad cor, lignificando, che a quei tempialmeno la legge naturale folafcrit-ta nelle tauole carnali del noftro cuore, baftaua alla falute de i popoli Gentili. Non dire, fe hauefle veduto miracoli , fi farebbe faluata . Forfè che sì, forfè che nò: perche Chrifto di-Mattlm Ce’ ^arcbbe faluata. Si in Sodomis fatta, fuifient virtutes, qua C fatta funt in te, fortè manfijfent vfque in hanc diem, Che ti pare ? Gli heretici mutilano temprel’Euangelio. Chrifto dice conditio-natamente , per moftrarti , che la libertà dell’arbitrio tuo non è violata dalla tua prefeientia ; e l’heretico dice aflolutamen-te , per riflettere la colpa di Sodoma in Dio , che è tutta in lei. Io ti uoglio però quìfeoprire vn bclfecreto . Chrifto Giesù minaccia,a Cafarnaum, a Corozaim , con Bethfaida, e di-Ibidem. ce • tl^1 Corofaim , Va tibi Bethfaida , quia fi in Tyro , & Sido>. ne fatta efent virtutes , qua fattp funt in uobis , olim in cinere, & cilicio poenitentiam egifient. Et tu Capharnaum nunquid in caltim exaltabe-rir? vfque in infernum defeendes. Quìa fi in Sodomis fatta fuiffent virtù- U tes , qua fatta funt in te , fortè manfiffent ufque in hanc diem . In Uno cflèmpio mette quel forte, nell’altro nò . Che vuol dir quello? Non è fenza nnfterio, non è fenza mifterio vn iota ( credete àme, ) nell’Euangclio di Chrifto,- in vno mette, forte , per moftrarti, che lafua prefeientia non toglie la libertà, & la contingentia delle noftre attioni. Nell’altro noi mette, per lignificarti , che la libertà è contingentia noftra, non può però , nè potrà mai far mutare, fallire, ò variare la fcientia fua. Se tu riferifei a Dio ogni tua attionc futura, nella diurnaprefeientia, è pi e-