«4 DISCORSO SOPRA alcuni fecoli futuro, parlaagli firiti infernali, e dice* Sal.6. gli, Digredite à me omnes,qui operamini iniquitatem . Comeyoglia dirgli, il primo padre zAdamo, conti peccato fuo alt? evolte mi frinfe nelleyofre reti , ma fbri/ìodi voi più forte, me ne libererà, pero nella y ir tu del fangue fuo, bora da mey inamente creduto, cómandoui,come à nemici dell'ànima mia, & ad operatori della iniquità, che da meyi partiate. Et perche poco piùdifopra di fi ,cbe Chrifìo fcac-x ciò dagli huomini i demonifuoi nemici, inuentoridio-gnimale, e d'ogn iniquità operatori. Sapremo, che in tre modi lo fece, E prima con il facro battefmo, il quale per layirtù del pretiofo fangue di fhrifo faccia dall'anima Cbrifìiana quellifpiriti, che per ii pecca-toyi entrarono ; E pero il facerdote, nel battezzare fof fa nel vifodi colui,ch'egli battezza, Qd faccianolo il dianolo cof le dice, Exi malediche ipiritus. ^èil % atte fimofio, per la virtù di fbrillo hà quefìagran virtù dif acciar e dall Anima ilDiauolo, ma lafera Penitenza, Et però il Profeta, per layirtù di lei, poiché l'hebbc fntta, diede bando all'Inferno, & difegli : S iz. Difcedire a me omnes qui operamini iniquitatem : Et quella fua^Peniten^a, non bebbe quellaforza di fugare il Dianolo dalla virtù del Profeta operatore,ma da Chrifo operato,fe non in fatti, da lui credu to, & ferale: Però quantayirtùhebberogli antichi Sacra-