«9* DISCORSO SOPRA faetta il cuore; Quanto impiagano lafama, fé) l'hono-SaL H* rete parole dolci di quefti traditori; Moliti flint fer. mones eorum fùper oleum, & ipfì fùnt iacula ; Dijfe il "Profeta. T\ali furono quegli empifimulatori, che à fhri/lofine andarono, & con parole care chid. Mat.2i. maronlo Maefìro ; Magilìer fìmus quia verax es; (Ai) Simie inorpellate ( dice fan Giouan Grifoflomo) San Gio. Vocant illum magilìrum cuius nolluntdifcipuli fopra°si ^er*; Perc^e k partono così dolcemente ? Forfi Marco. per conuertirfi, & per farfgli amici ì Quello nongià, ma per pigliarlo in parole, per accularlo nella S inago» ga, fé) per 'vederne ftratio. fhi dunque fifiuopre à tornofimili Hopocriti; (t) Salm. 6. traditori domefilici: Scaccigli da se, fé) dica; Difce-dite à me omnes qui operamini iniquitatem; 0 quanto hauerei, che dire,fiè raccontar~>olefi la iniquità di quelli, che nel fngerfìamici, tradirono, & miseramente conducono con inganni mille Huomini honorati ; Ma perche non è lecito ilparticolariz.z.are, lafiìerà quefiìo cenno, perche ognuno impari a cono» fcergli, fé) per non cadere nelle fue inique mani, proca» ri ciafcunofuggirgli, come pefiìe mortale. fola gli Huomini hi fonti fuggiref debbono, ‘ màfeco tutti quelli, che iniquamenteyiuono, perche la pratica loro non può fe non far danno à chi feco foggW-Sal. 17. na; E però il Salmo dijfe; C u peruerfo peruerteris. L'Uno»