IL PRIMO SALMO/ 4?» //uomo efintile al (giacinto, il quale , purché figli ’ auuicini, ogni color dimofira, Quèfio fiempre(ì conforma con la qualità di quell’aere in cuifitroua; Se egli e nelfireno fi moflrafireno }fi nell’ofiuro, ofiuro ; Così fa l’//uomo ancora : Se egli conuerja ilfinto, e finto } Se l'iniquo, è iniquo: E quefia è laragione, perche i co fiumi fimpre fi conformano con la pratica} Mores Seneca» formantur ex conuidu, Difle Seneca. Ma auuertifafi, chef bene ho detto, che /J/\'tomo fuggire dee la pratica di quell’//uomo, che egli co* nofce iniquo, $lon >ogliopero dire, che totalmente fi fugga : Mà filo per leuare l’occafione di cadere con il fio male efempio nel peccato : Turche nonfilo é lecito , mà ragioneuole il praticare'il peccatore } Quandoperò fi pratica confine di conuertirlo à Dio-, con il buono ef-fempio-, E però Chrtfto difle : Sic luceat lux veitra y, coram hominibus, vt videant opera veftra bona , & glorificent patrem vellru qui in celis eli. Ma ben douiamo accorgerci, che non à tutti gli //uomini conuiene la pratica delpeccatore, ma a quelli foli, -chefono già perfetti, Qfi benfondati nellafua perfettio-ne, la cui bontà, macolare non può la iniquitade altrui} ne confacilitafiandalizarefi può la buona mente fua per l altruipeccàto, ancorché enorme fofle : Così Chrifioperfettif imo praticò ipeccatori, & publicani, il quale riprefi duEarifiineglie^poftoli. XX 2 Quarc