tentarla, w> cheyiùerefenepoff'apacijìca, (tranquilla ? Ella, che troppo è mifera, non può da persi confo-larfi; però bifogno fa, che tù lieui da lei ogni mefilia; £ perche, io so, che tù nongodi dell'altrui miferia, anzi quanto prima la 'vedi, la fclleui, purché à te ricorra Umifero, & ti chiedafoccorfo ; Hor dimmi ,faràfofe' fbile quefìo, che io folo,frà tanti fconflati, non troua da tè conflatione ì Quefìo non lo credo io ; anzi tM benegnità, mi dà feran^a di terminar quanto prima, il dolore, e di 'vedermi lieto; Deh dimmi Signcrmio, Tùchefri quello, che può effettuare quefìo mio gran di-fegno j Tù, chedeitranquidare queìlamiagranfortu-na : 8(ino à quandoyuoi tù, che quefìa mijera $laui-ceda mia, in quefìo mar di affanni, frà quelle gran pro-.cede, da cos/ rea fortuna combattuta ,fène 'vada (correndo in quellaparte, & in quella, con eflremopencolo di romperfi nellofoglio Infernale, cosi agitata,^ ffinta dall’ horrida tempefìa delle mie feederaggtnil "Deh 'vnic.o rifugio di quefìa feonfolata Anima mia. Di quelli affamaifuoi non te ne attrici ? (fi pero fami •lecito il ragionar cos/ ) Dimmi non te ne duole? Tl™11 commuoui tù per pietà nelle "Afeere, ned’'vederla [contenta,.fé) tanto tribolata ? E quando quello fiat dimmi , ( che io te ne prego ) fé)fino à quando ti compiacerai di que/ìefue miferie ì E fino à quando ‘vuoi tu t/t-t derla affitta ì { Aime ) infelice, quandofarà mai quel giorno.