DEL PR OFE TA. na> Gratto , dall’Mnima mia leuò ogni contento . Quefla cominciò in quell*bora, che io principiai l'vfa del libero Arbitrio mio, fé) fino à quell' borafempremi bà guerreggiato; Eper nonpedermi maifoto, dal ventre materno fi ne^enne meco, con effo meco fi cmfi quella mi fera vecchiaia; Ouefe con effetto non mi nuo ce, mi annoia però con l'affetto. Et il Peccato, non è egli mio /ingoiar nemico ? Con queflo non fono io giunto > con mio perpetuo danno à quefta età fenile ? Queflo crudele > "Vago della mia per-ditione, non mi lafiiò mai folo -, E per nonyederfi mai dame fiompagnato, per farmi noia, cominciò il mio danno, fino nel ventre materno ; Deh nonfono io concetto per il fallo di Adamo, nelle ìniquitadi ? E la mia naturali, pofemi fitto l’ira tua ; Quefìo, come nemico 9 nonfilomitrauagliòilpenfiera, mà m inquietò, fino nella delettatione, anzi per maggior mio danno, diedemi la morte nel confin fi, Quefìo mortale nemico, accecò 1*Intelletto, incrudelì la Volontà, abbagliò la Memoria, fé) offe fi tutta l* Anima mia, ponendola fitto il infettò, non filo Xjìuomo di