! È P R I M O SALMO ; G 7°* ” lui, che lo ricerca più eliquello , oh? fiera, ftfi che le di-ì manda, Però [e il peccatore lo pregherà con affetto di; cuore, & con humiliatione di fiirito , femprel’.efiudt-ra, né filo gli perdonerà il peccato, ma gli donerà la, gratia fua, & tutte quelle janteyirtuti, chèneceffarie fino alla fidate-. Anzi tanto écòrtefi, che per mifericpr^ dia dar a latita a quelle opere, che altre yolte furono per il peccato mortificate, Et quello perche fiano al-l'Huomogiuflificatoa maggior premio, Qd gloria. - Seguitano le ultime parole del verfi, che dicono; Dominus orationem meam lùfcepit ;E comepi- Sal> & glio Dio, la finta, & gialla fina oratione ? Dico, che la pigliò per le mani de gli Angioli finti, 'Diurni fuoi minifhfi il cui yfitio particolare é queflo, pigliare da noi Phumile, et deuota oratione, portarla in fielo, ffi 2 colasù apprefintarla allifvdito di Dio, accioche da.lui fia con attentione afioltata, & confilate dell’Oratore effaudita : Et che quello fiayfitio Angelico, lo moftrò T Angiolo Tfiffaelo ,aTohia, allhora che le diffe. Sa- Tob,i frai, che quando oraui a Dio con il cuore affannato, et con le lagrime a gli occhi, e cheyfindo mifiricordia fi-pelliui i morti, io prefi la tua oratione, e la portai fu al Cielo, dinanzi al tuo Signore ; Et pero il Sacerdote nel ficrificare a Dio , fia tutte lefippliche,, ftfi orationi, che egli fi, gli fi quefiaparticolare, che comandi al? I Angiolo fito, che pigli I’oratione, & che la porti nel ***$ ‘ cofieu