q66 ORATIONF. Quefta mi piega; Quefta mbà condotto alleeremo è Ilpouero mio Sperito, aguifa di canuto, vec- chio , non ha egli h ormai per fa la vi fa ì II mifero più nonfcorge co fa, chegiouare lepojfa ; £gli, come cieco, nonyede il tuofanto timore, che purfemprefare fette douerehhe dinanzi àgli occhi fuoi ; figli nonyede, nè conofce la tua onnipotenza, con cui lo creafli la fapienza, con che I’ammaefirafli ; Wè la tua gran bon td, con la quale lo fopportafìi, ptf lo benefcafti ; Que-jìo mifero Vecchio, non yede le tue grandezze ; conofce la gloria del ftelo ; ^Hon fcorge la quiete delti "Beati ; fcuopre quel fuofne, perche già la creafli ; ^uefto Secchio irfenfato, non^ede, ( poiché di luce è priuo ) qual fi a laìerafrada, per ricondurf d te; E [e eglipuryd ombreggiando, il tutto è vanita, & pecca* - to, {Ai ) che egli non ha lucepergiouarf, & poi hd tan tofflendore, per far[ìdanno -, Egli bene fcorge le'vie del peccato, le jemite infernali, le occafìoni di offenderti , & quanto dee fare per perderf, ma poi non^e-de la pouertd, per jouuenirla, la miferiaper compatirle, la caduta per leuarla, il danno per aiutarlo, il peccato per correggerlo, il profimo per benefcario} mdil tutto vede per fargli noia, & ogni forte di male; 0 pouero mio Spirito, come miferamente ti fei condotto, a quefla etìrema etade, oue priuo di luce, mortalmente t inganni} Eperò come cieco, caminando à caffo, in quc