IL PRIMO SALMO. ij ^Ton la perdita di quefìamor tal vita , non il danno, delle terrene fofìanzey non la morte dell'amico , o paren te , non con l'aitaro il perduto tejoro , non con le donne antiche la immatura morte di Adonide , non con i dan nati le Jue pene eterne : Quelli non fono ipianti, che E io da noi ricerca : Ma ^uole, chegli occhi no Ari con gli occhi di Ch'rifto) le gran rouine y fé) leftraggi mortali di quefìànofìrafiritual Gerofolima, (dicolamor te di quella fconflata, anzi de folata anima nostra ) piangano : Qui doviamofermarci, Qui foffirarey Qui lagrimarey QuifìiUargli occhi in pianto : Quefìo fu il pianto di ^Pietro , di Qplaria Maddalena , del regale Profeta , di Paolo Apofìoìo y fé) di mill’altri fanti ; Quefli effer dee ancora il pianto nofìro. E quando piangeremo la morte , che il peccato cagiono ned anima , non perderemo le lagrime y Ma elle ci acquifìeranno ‘uriallegrezza tale, che tutta la vita no lira ne fentird contento . il nofìro (fritto dopo la pioggianon ci promette ilfereno? Beati qui lugent, Matto.?, quoniam ipìiconfolabuntur. Et quefto 'Dio celo promif allhora, che diffe per Giouanni, Abfterget Ap. zìi deus omnem lachrymam ab oculis Ìàncìorum, & iam non erit amplius, neque luólus, ncque clamor