fis ♦ DISCORSO SOPRM E f Ì Oratore affai volte non è da Dio consolato > ne riceue, ciò che le dimanda, non éperche egli,yolontic^ ti non l’effaudifca,mdperche Moratione non e fatta con modo ; Et a lui chiede cofa > che conforme non è al fuo. fanto volere', Però doniamo compromettere ogni nofìro defìre nel voler fuo; Il chefatto, fpendo noi quanta fa l'ira fua contrail peccato * douiamo poi pregarlo * che da teine preferui, fé) da quelle rouine, che per lei pofjono in danno nofro occorrere ^Pciche il peccatore conldyirtu della finta Penitene za f è liberato dalla poteftd Diabolica,fé] dalla tiran-vide Infernale ; Che fa Lucifero fio diametral nemL $o ì. Conyarij inganni, fé) diuerfe maniere, procura farlo di. nuouo cadere ne fuoi lacci: Al peccatore interviene , come d quel miferoche per gran tempo f trou® prigione d'vn fua nemico, il quale fcatenatoffet di cola fuggitofene, e da colui * che in ceppilo teneua, note folo con diligenza,, md con rabbia cercato $ Efeprima tentò mille mezi, per incarcerarlo , adopera , poiché i fuggito ogni fua indusìria per ritrouarlo> per potere poi infuo danno> sfogare quel granfurore, che gli ingombra! animo: Qosì auenne ad fra eie,il qualefuggii tofene dalla durafruita dell'Egitto, & dall'empia ti-ranni de di Faraone, fu da lui feguitato con millefchie^ re armate, et con tanto furor e, che per defo di giungerlo fé) farne ajfra.yendetta, inauedutamente tentò.