IL PRIMO SALMO.’ ÌJ7 4/4 con la potenza rejfettiua y che mira l'ordinerà lui conce]] 0alle creature, conformeadaconuenien^aiojroy non lo può fare. Efimi fojfe detto $ Dunque non e Onnipotente , legherei lafequella j perchecglipuò tutto quello , che in sé non ha alcuna contraditione, sìcome hauerebbe quello fatto , perche implica co.ntr aditione y @fi a Dia non conuiene dannar colui} che conmifericordia è con-ftruatoin Cielo ; ^defilo nonio dee, ma non lo jpuò con queflapotenzarefiettiua dannare j Poiché cosi ordinò con l'infinita Sapie^afiia) che chi é "Beato ,fiaperpetuamente fatuo, né dannarfipofft: Etfi bene di potenza affittita, dannar la potejfe ; Nondimeno non lo dannerebbe ; perche non conuiene alla fua immenfà bontà, leuare da i buoni) il bene, pf) dargli il male, E fe alle volte nella prefente vita lo fa, non é fin^a misero, ma per maggior bene de gli amici fuoi) dcui non da già mai, fi non quel male ] né dico di colpa, ma di danno ) che egli conofcedouerfigli conuertireinmag gior bene : E però diffi difioprafan Gregorio. Que'ma S,Gre. li ) che qui ne premono ne inaitano à ricorrere à Dio. E perche affai s'è ragionato di quella miferi cordia y che Dio mofìra in Cielo, E per terminar quefìo ragionamento ) &^enire quanto prima al principale intento di dichiarare il verfo, con poche parole mi fiedifio > mofìrandòcome ellafi a nell'inferno ancora. * t Dico