DEL PROFETA. 75? giorno, che io mi^egga lieto, che condur pojfi vna~Ata contenta, accioche in lei benedire ti debba, come Con-filatore dell* Anima mia, vnico Datore dognifuo bébé, flfi fina particolar falute? S egli àngioli, nel Cielo gioiscono, nel vedere il peccatore rammaricato, ffi dòlente ; E tù, che di loro fiei Signore, ptfi di me Dio, non goderai della mia con-uerfione ? E fi tu rallegri ogni noia, chefinta il peccatore delfino errore ; ^NonSorrai tu, 0 allegrezza del Qie lo, rafierenare quefi Anima dolente,che tanto fi lamen ta, per batterti ojfefio ? Quefia mefichina; quefia ingrata, & ficortefi, nonmaiattefiealfio bene, mddi se poco accorta, fimpre fi lafiio affafcinare dal Tentatore nemico; E quel, che è peggio, fi lafiio piegare,dallefine inique voglie ; Quella, ò Dio mio, quanto più amare ti doueua, ptfi tener conto di tè ; Tanto manco lo fece ; La onde con gran ragione te nefidegnaCti, fg) infigno del tuo gufilo furore, le volgefii le fialle, le naficondefii il v fio, gli occultarli la fronte, & la priuafii di quella chiara vifia, che rajfirena il Cielo, che confila.ogni mente, fé/ che benefica ogn Anima; Da quella tua au-tierfione, nacquefmifiro me) ogni mio danno, (Ai )che bel vederti co si da me auuertito, perfiogni fieran^a di filate; £fife mi occoltafii, ben ne hauefli ragione, poiché le tue Diurne luci, doueuano filegnarfi di mirar tan ti miei filli ^Quel tuo fiero filendore, non doueua egli <5 2? 3 b già-