DJEFE PR OFÉf A- 765 ìpìgliuoli d'zAmon, & altri affai con fatti alteri, danno fi, mi fifono fcoperti nemici ptdUrfd, Olirne che dire non lo poffo,fen^a e fremo dolore) La propria car .ne, il fangue del mio fangue, le vifere del mio cuore, : E chimi tenne altre volte lontano da Gerufalemme ? Chi mifaccio dalla dolce mia Pa-' tria ì Chi mi prillò del fegnò ? fhi mi tolf lo. Scettro di mano ì £ chi la Corona di capo ? Chi mi rinchiufe in folitari bofchi ì Chi minfdiò tanto latita ? Chi appo-neri mi fieramente i ricchi miei The fri ? Chi mi riduffe d mangiare, d bere le ceneri, e le lagrime ? Chi mi perfguitò con grofifimi eferciti ? Chi mi venne incontra conia de fra armata, gridando fangue, fungile ? Intime) Colui, che per debitofilialepiegare mi fi doueua, amarmi con il cuore, ptf con la propria vita , difendere la mia vita, dico ringrato mio figliuolo Abfalone; *5Md fe egli mi fi mofrò tanto nemico, non poffo io dire, che qualfi voglia altro Huomo, mi