DISCORSO SOPRA il Frofeta^be prima con grandejfauento viueua, yedendofi libero dal peccatocifa tutto lieto, perogìoien dofiyolge d quegli aflpri nemici, che tanto l'affiiggeua-Sai 6» no ,e da se licenciandogli, gli dice, Diicediteàmc omnes, qui operamini iniquitatem. Comeyoglia dire ',Tu mondo, che tan to mi afflige-fi, con tutte quelle occasioni, che contra di me operaci, per condurmi al miferabile porto della dannatone; Tu xarne troppo ardita, che fempre ti opponevi alle Dittine voglie dello fiiriìo mio,per fartelo feruo -, Tu nemico infernale, che inganneuolmente aggirafii quefla ani ma,per farne mortai preda ,Tu peccato, che con gli acuti dardi ferrefìi lo ff rito, leuandcgli la vita della gratia ',Tu huomo iniquo, che fempre te mi moflrafli danne fio $ Fuggi bora da me, anzi tutti in cateruapiglia te horfuga, & fi come tuttiyi adoperale per levarmi quelle fante allegrezze, che Dio fi compiacenti di donarmi ; Cofibora confufi, tifi malcontenti,partetiui, e date luogo -, ( che hormai è tempo) allo Spirito Sunto, accio che entrato in me, rafereni quel cuore, che tanto fi turbo, e che confoli quella mente, che altero il peccato , & cheafciugbi quegli occhi, che mille volte la-grimarfece quel danno, che mi apporto il mio errore. Se il Frofeta dopo lafiua conuerfione,allontano da fe, gli empi nemici dell'Animafiua, ne volle mai piu il fuo commercio, egli bebbe ben ragione,perche votole-uapiù