IL PRIMO SALMO/ Or l'hontre, però ardita, ancorché tenera fanciulla foffe, t le diffe; Dilcede à me pabulum mortis, quia iam Legenda ab alio amatore peruenta fum > quem cum a-mauero calìa lùm, cum tetigero munda fum, 5 cum accepero virgo lùm : Con non minore ardire Dan. j. faccio da se i tre libidinofì, iniqui vecchi, quella caftifrima Jdebrea, Sufanna, che macolare^oleuano la cafra fua honeftade ; JLor qui vorrei, che pigliaffe-ro effempio, non folo le fanciulle) ma le matrone moder ne. E da quelle due impar affero a confer uar e la pudicitia, nè perderla giamai, per tutte quelle occafioni, eh* apportare gli può, ò Amore, ò 71more, ò comodo, òin-comodo, ò yita, ò morte ; Et fi da quefle imparare non "Cogliono, imparino dall'efmpio di Lucretia Romana, la cui cafrità fù tanto commendata dal padre fanto A-goftino, il quale conchiude, che fe bene cede alle minac cedei crudel Tarquinio, violentementepermeffe l'effetto delle voglie fue inique, nondimeno non ne meritò biafìmoj ma fomma laude, poiché non vi concorfe il fuoyolere , zAnziper dimofrrare il dolore, che di ciò fentiua, nel cojfetto del padre, fé! del marito fipriuò di yita, /I cui atto inhumano è da fanto Agostino riprefo, dicendo, che ella non fu per quelfatto inhonetìo ripren-fibile, poiché non fù volontario, Talchenondoueua perlui nel proprio fangue incrudelir fi, Pero Lucia^er-gine caftifrima, diffealfuo Tiranno: Si virgo in vi- N^Ia IX J tavio-vlM- S. Agoft. de Ciuit.