M DISCORSO SOPRA olnzj qui mi fonofermo, & così rifolutoyoglio perfèà uerare in que fto fiato mio ; poiché io fono certo di non pregiudicare, rimanendomi qui alla falute mia ; £ que fia è lacera Penitenza, pi agere come già pianfì il. peccato, ne volere mai più commetter fallo, chenouellar mente prcuochi /’Huomo al pianto. /n quefie penultime parole, il Profeta tre volte nomina Dio, con quefio attributo di S ignore; E prima di ce, che il Signore effaudi la voce del fio pianto, Secon do, che il Signore effaudì lafua deprecatione ; Tertio, che il Signore accetto la fua oratione, 8quefio lojàper infognarci, che tutta lafintifimafrinità, Patre, figliuolo, et S piritofinto; Trè perfine Diuine, realmen te difiinte, &ynfilo Dio in eflenzp, Diurnamente con corrono alla rimifione del noPlro peccato ; Il ‘Patre pri ma perdona ingenita, vi concorre con la fua Onnipoten Zf> il figlio eternamele generato dal Patre, della fief- . fifidanza, nè di lui minore, màyguale ; vi concorre con lafuafipienza, lo Spirito finto dall'amore del Pa tre, &* del figliuolo, eternamenteff irato; Ki concorre con lafua bontà, Oyero diro, che I'Onnipotenza, la PIPifericordia, e la "Benignità attribuiti Diuini delle fi ere perfine, accettano la penitenza accompagnata dalle lagrime del cuore, & perdonano le colpe altrey otte commejfe, ò per fragi 'ita contra il "Padre, o per ignora $a contra il figliuolo, ò per malitia contra lo S fanto.