yi6 DISCORSO SÓPRA qualifurono quelli nemici, che eglidefidero? chef' vergognaffiero, & che conturbati, a Diofi coti-uei teflero? Quefiìi non furono i peccati, perche come tali, non fi vergognano mai, nè s arrofifcono, ma fem-prefi mostrano inyifo pallidi, ^Non fono i Dianoli, por che quefiifèmprefonoproterui, & nel male opinati, C> di maniera, che non maifi convertono d Dio, poi-che come Spiriti da ogni materia alieni, hanno il loro arbitrio confermato nel male ; /I Sfondo none, per* che queflofiempre camina nel male,&yiue a Dio con-c? traiio$ ®Nè meno è la Carne, perche,ella efiendonemica dello S pirito,fempre lo guerreggia : ^uali dunquefo no ? (fli Huomini : Quefii travagliarono tanto il povero Profetarle cui boccheyomitauano tofico, il cuifato Jfiiraua amarifiimoydeno, le cui lengue, come acuti dardi gli trafiggevano il petto, egli impiagavano il cuore, E pero pregò Dio, che da le calunnie loro liberare lo Sal 11$*. yolefie, & difife $ A labiis iniquis, & à linqua dolo-là libera me domine; E fegli Huomini con le torma le lengue tanto lo conturbavano, non doveva egli chiamargli nemici, pregare Dio, che lo liberale daque gli inganni, che dalle inique lengue loro fé gli preparavano , ftfi) da quelle noie, che con il mal dir loro gli apportavano? l^namala, & federata lengua, quanto e . nociva all3Huomo? Qome lo tratta con ilfiuoStraparlare, da empiojiemico ? ®Hon so trouareydenapiu pefyi-