686 DISCORSO SOPWA fotto la gran tirannide yoftra, poiché trouaf preferite quel gran liberatore, che rompere doueua i lacci, fa-c affar e le catene ? ptf liberarci da ogni pericolo inferna-S.Luc.c. le? Cùm fortior ilio fuperuenerit, omnia arma, fua auferet, & {polia eius diltóbuet ; fosì èfritto in fan Luca. Lf torno al principio? ptf dico? che il Profeta in que-fto ottauóyerfo? già fatto allegro per la remifione ? che del peccato fuo da Dio riceuè ? E perlayiuafferànza ? che per dogli dà del Cielo?licentia tutti i domejìici fuoi nemici ? & dice ? che fe ne radino con tutte le fue ini-quitadi ? poiché Dio per mifricordia, efaudì la metta voce delfuo pianto. E qui s'impara? quanta ? pf qual fa layirtù della fama Penitenza? la quale con l efficacia fua ? rimette il debito? pf) cancella il peccato : ®Ne quefia rimefione l'ha da se propria ? ma la riceue per mifericordiadal fangue pretiofo diChrttìo? il cui merito infinito e da Dio pietofamentepartecipato? e donato al Peccatore?di modo? che egli gloriare fe ne pub? come di proprio mento E perfapere più oltre? e da notarfi? che la Lenitenda nel merito di Chrifìo fondata ? fuol fare tre cofe: Prima? impetrar gratia da Dio?perche effendoneil Pec catarepriuo? egli di nuouo nella Penitenza gli la dona ? Secondo cancella la colpa contro l'JPuomo? &D10 commefja ? diminuendo quella gran pena ? che il meri-