IL PRIMO SALMO: 297 amore le infignaflero quanto, che far doveva,per conuer tir fi, ptf per mostrargli l'ardente defio, fg) la bramo fa doglia,che haueua dellafidate; E qvejìo pietofi yffitio, nonfilo nel giorno, ma nella meza notte lo faceva : fon tutto qvefto il popolo opinato, duro più,[che l Damante, non mai volfi afioltarlo ; anzi per nonfareo fa, che grata lefife, offefi i Profeti, faccio i Mefiaggieri,&* firezzp ilfio Signore; ^Per ilcheconcitofiilfvoforo-re, & di maniera, che quandobifogno, non trovo medicina per fanare lefuepiaghe mortali. Quefio ordine mìfiricordiofi, che Dio ofervo con gli Antichi, nel fargli consapevoli dellefue mi ferie, ftf nel chiamargli d sé per fuafàtue z^a ; Lì yfia con tut ti noi; Efigli Antichi l’offefiro, lo provocarono al cafligo ; E noi con non minore fidegno non lo chiamiamo contra la «vita noSira ? Con tutto ciò non fibito fifidira, ne come fior lofio cornaiflagello*, màcongranpa-tienza tarda il cafligo,affetta l'emenda, Eperche lofiatiamo , con amore ne auuifia, con carità c infogna, & con fiatti pietofi à sé nechiama; E che cofiafono i contenti nofiri ? Le ricchezze ? Gli agi ? Leprofieritadi ? Sfavili, Qd gli honori ? fhe co fafono le miferie ? /travagli ? Glificontenti ? Le infermitadi ? Le opprefiont? Le guerre? Le pestilenze, @d lecalamitadi ? Checo-fafono le interne infiorationi ? Gli avuifijfirituali? Lecorrettionidegli amici? Idocumenti defiaui?Leyo J òde9