egnifionemico} Quell zAnima, che per tua bontà già ynifii à quefo corpo, accioche lo informale, & che gli f offe vita; Quella che de[linafìi al Cielo, perfare, che ellagòdejfe quelle Dittine allegrezze, cheyeder nonpof-fono medititi; Quella, quella Signore, che colasti tanto gioire doueua , ( Aime ) tutta è turbata, in se non hà parte, chefonflata non fa', Se T Intelletto è cièco} fé la Volontà è peruerfa; fe la Memoria è ftupida, come no farà l’na pena infinita di quello Slato mio. ^N.èfoto la partefuperiore, Qd ragioneuole di quefta Anima mia, ftroua dal peccato alterata, ma con effo-lei la inferiore, & fenfitiua ; Quella grandemente fi duole, (f mortalmente fi lagna, et dellefue fiacchezze, @d dell’ojfef tue, & di quel danno, che da tè ne a-Jfetta; E perchefi, nonfolo giusto, & feuero, con chi lo merita ; ( anzi con chi demerita ) ma dolce, q) mi-fericordiofo, con chi te ne prefa occafone ; Tu, che hot 'vedi quella parte fenftiua, inquieta, per trouarfi contraria alla ragione} Tù, che la fuopri turbata; Eff endo lafua quiete, l’unicofuo rtpof ,èlafomma fua fe-licitde} Deb, dimmi, non 'vorrai tùfolleuarla ì ^Ton trJttquillarlaHion ti contenterai di con- tentar*