X4i DISCORSO SOPRA _ Se Dìo nella Creatione, mostro l onnipotenza , Et giornalmente nel governo delle creature, mofìr a la Sapienza : °Non è ragione ; Anzi neceffario, che ci mofìr i finalmente, la total perfezione della Giuftitia fuaì Quefìa mofìrar non la potrebbe, fe in qualche tempo determinato, non premiaffe eternamente i Buoni, ne crociale eternamente i B^ei : E quando ciò nonfaceffe; IGiufti da quefìa mortalità no/Ipartir ebbono fenza il debito premio, i Peccatori fenza il deuuto cafìigo? Dico, nel fecondo luogo, che Dio neceffariamente fara quell'efìremo Giuditio, per contornare affatto la iniquità, de gli empi peccatori: Che ciò fiaterò, miyol go al mio Signore : Et perche egli ve ne accerti, con lui fauello, lo interrogo, e dico ; 0 Dio dementiamo, hora teco ragiono ; benché indegno fa, ®Elon tifdegnare ti prego di quefìa voce mia ; oAnzi, perche pietofòfei, accoltala con quella attentione, che io te la ffiego> * che ella brama, che da téfa ascoltata : Dimmi ,ò S ignor mio ; 'Non fei tù per natura clemente, e pietojo ? SÌ certo : Di piu, non fei tù, in tutte le tue operationi giufìif fimo ì Si, Quefìo e vero, fg) lo dice il ^Profeta. Sai. io. Iurtus Dominus, iutìitiam dilexit, aequitatem vidit vultus eius. x Tu,chefeigiufìifìimo, Qd di natura, fomma bontà, cosiinuitato dalla tua mifericordia, ti vai commo-nicando alle tue creature, ancorché come ingrate gravemente