6) trìarca Domenico, allorché porgendogliela di fna mano , Predica , gli dille, il mio Rofario. E quanto egli, e polcia i fuoi figliuoli follerò mai Tempre intenti a predicarlo , non- fa d’uopo ch’io ne favelli, Ma ecco in que-fto fecolola dèlia Vérgine Madre ne ripete il comandamento a Giovanni alt a mura; a cui apparendo corteggiata da uno duolo di anime beate dell’ Ordine : Predica, gli dice, o Giovanni il mio Rofario , e dipoi farai tu ancora a parte della gloria di- quejìi miei diletti Figliuoli. Non fu egli ad obbedir già. tardo, ma toltofi todo per compagno all’ imprefa michele torres, Vedovo, poi Potenza, dilatò mirabilmente ed accrebbe per tutto quedo Regno la divozion del Rofario; introducendovi l’ufo, che fin’oggi mantien-fi , di cantarlo ogni giorno eziandio nelle calè private con fomma edificazione e fpiritual profitto. Quindi, venute in Napoli a’ lèrvigj del Cattolico Re Carlo Secondo truppe aufiiiarie dalla Lamagna , la medefima Genitrice del Verbo confolò raimondo da e amberg a , oltramodo afflitto, perchè gli eretici , che formavano il maggior corpo di quella milizia , prendevano a Icherno le fue prediche ; dicendogli, fatta a lui vifibile : Prendi ,o Raimondo, il mio Rofario, e ferviti dell'Ave Maria come d'amo , e di efca alla pefcagione dell' anime. Ed, o qual fortunato pefcatore con tal amo , e con tal efca divenne Raimondo : perocché guari non idette, che fettecen-to e più de’ fuoi derifori ei trade a riva fuor del pelago di lor perdizione . E tanto io m’ avvilo che badi , perchè chiaro da voi fi comprenda il grado lublime,a cui pervennero nella Vita Attiva , e col- l’elèrcizio della Predicazione i figliuoli di Domenico in quedo Quinto Secolo, dachè per tutta quanto ella