minusvalenze di 12,2 miliardi a carico del 1993, e un apporto di liquidità di 16,9 miliardi nel 1993 e di 16,4 miliardi nel 1994. In sintesi, a fronte delle dismissioni di complessive lire 371.034 milioni, sono stati realizzati ricavi per lire 518.506 milioni (di cui lire 48.813 milioni da terzi), con una plusvalenza netta di lire 147.472 milioni. Dal confronto del valore di libro delle partecipazioni con il relativo patrimonio netto di fine esercizio sono state registrate svalutazioni per complessive lire 84.425 milioni; sono state inoltre ripianate perdite per lire 212.129 milioni ed è stato stanziato un fondo svalutazione di lire 35.000 milioni, riferito in particolare all’adeguamento dei valori delle partecipazioni nelle controllate estere. Ulteriori perdite per lire 18.100 milioni, portate a carico del conto economico dell’esercizio, sono registrate nei debiti per versamenti da effettuare. Queste svalutazioni e perdite riflettono le diminuzioni dei netti delle consociate partecipate direttamente o indirettamente, a seguito dei negativi andamenti gestionali e degli altri oneri che gravano sulle stesse. Come già precisato nelle note illustrative del bilancio 1992 il valore della partecipazione nella Olivetti International S.A., attualmente detenuta al 100%, presenta nel 1993 un incremento corrispondente all’ammontare accreditato in sede assembleare a reintegro del patrimonio netto della controllata, e all’acquisto del 40% dalla controllata Olteco-Fin per un importo corrispondente al patrimonio netto pro-quota. Il patrimonio netto della Olivetti International S.A. al 31 dicembre 1993 è di 500 milioni di ECU, pari a 952,6 miliardi di lire, ed è inferiore di 201,3 miliardi rispetto all’ammontare iscritto a bilancio corrispondente alla differenza già riportata nel bilancio 1992, allora relativa al 60% della partecipazione. Sono infatti confermate le motivazioni che già giustificavano tale differenza nel 1992, in quanto non si tratta di perdita durevole di valore in relazione alla possibilità di incremento del netto della controllata per i risultati di gestione della stessa e per la crescita dei patrimoni netti delle partecipate con il ritorno alla redditività del Gruppo Olivetti. A ciò si aggiungano le plusvalenze latenti relative ai valori di libro dei cespiti di molte consociate, inferiori ai valori correnti. Occorre altresì rilevare che la Società non ha mai rivalutato alcuna partecipazione nel proprio bilancio rispetto al costo di acquisizione e quindi non ha mai tenuto conto degli incrementi di patrimonio netto registrati dalle società partecipate. A fine 1993 il valore di questi incrementi non riflessi in bilancio è di circa 200 miliardi di lire. Pertanto la valutazione globale delle partecipazioni, su base aggregata, al netto del citato fondo svalutazione, corrisponde sostanzialmente alla valorizzazione dei capitali netti delle partecipate. La Società in quanto detiene rilevanti partecipazioni di controllo, per una completa informativa di bilancio secondo corretti principi contabili e in accordo con quanto richiesto dalla Consob, ha corredato il proprio bilancio con il bilancio consolidato alla stessa data. Il bilancio consolidato, tenendo conto dello storno delle poste di natura fiscale, fornisce risultati in linea con quelli che si avrebbero usando il metodo del patrimonio netto per la valutazione delle partecipazioni. Il patrimonio netto consolidato (lire 2.550,4 miliardi al 31 dicembre 1993 e lire 2.361,2 miliardi al 31 dicembre 1992) e il risultato d’esercizio consolidato (lire 464,6 miliardi di perdita nel 1993 e lire 649,9 miliardi nel 1992) differiscono da quelli riflessi nei bilanci della Olivetti S.p.A. per effetto delle scritture tipiche di consolidamento (tra le quali in particolare l’attribuzione immediata a carico del patrimonio netto dell’importo dell’avviamento corrisposto al momento dell’acquisizione di partecipazioni nell’ambito del Gruppo e l’eliminazione degli utili non ancora realizzati sui trasferimenti dei prodotti da commercializzare nell’ambito delle società del Gruppo) e per aver operato nel bilancio consolidato lo storno delle poste di natura fiscale, l’omogeneizzazione dei principi contabili di Gruppo e il riadeguamento monetario dei bilanci delle consociate operanti in paesi ad alta inflazione. Nota integrativa 57