/ prossimi anni vedranno una forte sfida concorrenziale da parte delle imprese americane e di quelle giapponesi: in questo quadro appare debole la situazione dell’industria europea, permanendo una carenza di programmi ed obiettivi unitari. Occorre prendere coscienza che la nuova fase industriale è basata sull’eccezionale sviluppo delle tecnologie dell’informazione e che esse sono uno straordinario fattore di trasformazione economico-sociale. Queste nuove tecnologie hanno intrinsecamente un forte carattere diffusivo che va favorito con apposite politiche ed appositi strumenti operativi, e non ostacolato. L’industria europea potrà partecipare in modo attivo e competitivo al nuovo ciclo basato sulle tecnologie dell’informazione, purché percorra la strada di soluzioni applicative innovative e della creazione di condizioni di environment su base europea adatte allo sviluppo di una nuova imprenditorialità. La creazione di un ambiente europeo adeguato si basa su tre aree fondamentali: lo sviluppo di infrastrutture di comunicazione innovative su scala europea, programmi di formazione nelle nuove tecnologie, disponibilità di mercato finanziario e di strumenti finanziari innovativi. Sempre più l’evoluzione delle tecnologie dell’informazione appare condizionata alla possibilità di diffusione di reti di comunicazione innovative ed integrate di prodotti e di servizi ad alto valore aggiunto, che trovano sviluppo oggi nella telematica. Solo se riuscirà a divenire in tempi accelerati un grande “wired continent”, come lo stanno divenendo gli Stati Uniti, l’Europa potrà avere fondate prospettive di partecipare al nuovo ciclo industriale. La realizzazione delle nuove reti di telecomunicazione e servizi determinerà come effetto positivo diretto lo sviluppo di nuove professionalità e di nuove imprese e avrà effetti straordinariamente positivi sulla produttività e sulla capacità innovativa di tutto il sistema produttivo. Una ulteriore risorsa strategica nei prossimi anni sarà rappresentata dal capitale umano. Occorrono, dunque, grandi investimenti in questa direzione, ma dovranno essere investimenti anche in questo caso orientati ad una formazione di tipo completamente nuovo. L’uso di mezzi e sistemi informatici di tipo innovativo, che sempre più si va diffondendo nelle scuole, potrà tra l'altro aiutare ad uniformare realmente la formazione su scala europea, consentendo a tutti i paesi di avere eguale disponibilità di capitale umano qualificato. Un punto di sicuro vantaggio degli Stati Uniti rispetto all’Europa ed al Giappone consiste nella disponibilità di un mercato finanziario che rende possibile il finanziamento delle nuove iniziative imprenditoriali. In particolare per quanto riguarda le iniziative ad alto rischio in aree di forte innovazione, negli Stati Uniti il processo di sviluppo è oggi trainato in modo determinante dal sistema di “venture capitai”. Le “venture capitai”sono uno strumento d’investimento specializzato, mediante il quale “idee” tecnologiche nuove e capitali di rischio si combinano al fine di sviluppare iniziative industriali innovative che non troverebbero predisposte le tradizionali fonti di finanziamento. La pluralità di “venture capitai”garantisce la ripartizione del rischio, valutato con metodi non solo finanziari, e dà luogo ad un “sistema” che ne moltiplica la capacità operativa. Perché si sviluppi un sistema di “venture capitai” è necessario un contesto specifico che favorisca, come negli Stati Uniti, il capitale di rischio, consentendo un’alta remunerazione in caso di successo. L’attivazione di diverse società di “venture capitai” operanti a livello europeo potrebbe svolgere un ruolo decisivo nel fare affluire il capitale verso le iniziative imprenditoriali ad alto rischio e nel favorire un più rapido ricambio in senso innovativo del tessuto imprenditoriale europeo. È infatti ormai chiaro a tutti che l’elettronica, per essere realmente vitale, richiede una elevata capaci- 15