629 l’imprenditore per gestire la sua azienda. Conseguentemente, è lui che decide come deve essere fatta la contabilità, e non un terzo estraneo, che nulla sa dei suoi problemi gestionali; — dal punto di vista fiscale, e per contro, la contabilità non può essere un ostacolo insormontabile per il fisco, quando solide ragioni di sostanza fanno ritenere non veritiera una contabilità formalmente ineccepibile, questa deve poter essere disattesa. Sono, queste, due logiche che devono essere conciliate nell’interesse comune di entrambe le parti del rapporto fiscale: il contribuente deve sapere che è a posto, se ha tenuto una contabilità veritiera, adatta alla sua azienda e capace di rappresentare con chiarezza i fatti economici intervenuti; il fisco deve poter superare una contabilità formalmente ineccepibile e strutturalmente molto sofisticata, quando ragioni oggettive la fanno ritenere non veritiera. La soluzione del problema attraverso la composizione delle due logiche non è difficile, perché è nei fatti. In specie, la produzione di una contabilità ha due momenti specifici e precisamente: — quello della rilevazione cronologica degli atti amministrativi (presso gli antichi romani, il libro nel quale venivano annotati periodicamente i fatti economici si chiamava adversaria-, — quello della sistematizzazione ragionata dei dati rilevati, ovviamente finalizzata alla gestione. E chiaro che, mentre il prinio è una semplice elencazione di atti economici, il secondo, naturalmente nell’osservanza di alcune regole fondamentali, può essere più o meno complesso, a seconda delle necessità dell’azienda. Su queste basi, dato che l’annotazione cronologica dei fatti amministrativi è una costante operativa, una soluzione equilibrata pare poter essere la seguente: — l’eliminazione di quasi tutti i registri contabili fiscalmente obbligatori; — la loro sostituzione con un solo libro contabile obbligatorio (libro giornale) sul quale annotare cronologicamente, anche in forma semplificata e sintetica, i fatti economici avvenuti; la sistematizzazione dei dati rilevati fatta liberamente dall’imprenditore in funzione delle proprie necessità, con l'unico vincolo di rappresentare in modo chiaro gli andamenti aziendali; — la previsione di un ruolo di certificatori (come già da anni esiste in Germania) che garantiscano la sufficienza della sistematizzazione dei dati in relazione alla dimensione dell’azienda e la correttezza formale della contabilità; — la possibilità per il fisco di superare lo scudo della contabilità in presenza di fatti oggettivi ben definiti che possono far presumere una realtà effettiva diversa da quella contabile; dd) infine, per quanto concerne il numero dei soggetti, elevatissimo in rapporto alla capacità operativa degli uffici, il sistema prevede sistemi di accertamento di massa fondati su « studi di settore » che, attraverso parametri di riferimento preventivi e mediante l’utilizzo a consuntivo dell’istituto del-