• l’invarianza della pressione fiscale complessiva e, quindi, la compensazione tra l’aumento di pressione locale e la diminuzione di pressione erariale; • la sottrazione alla base imponibile dell’Irpef dei redditi immobiliari figurativi; • la rinuncia da parte dello Stato alle imposte, diverse dall’Iva, sui trasferimenti immobiliari sia a titolo oneroso che gratuito. L’analisi, che assume il vincolo esogeno di un quadro di competenze per i diversi livelli-di governo che rimanga sostanzialmente immutato, non affronta i problemi di equità e di efficienza connessi con tali presupposti politici e si concentra invece nella ricerca delle più appropriate modalità tecniche di una nuova fiscalità immobiliare comunale che si ispiri agli anzidetti presupposti. Viene anche delineato, seppur in prima approssimazione, un nuovo assetto globale della finanza municipale in cui la diminuzione del peso relativo dei trasferimenti statali si accompagna ad un diverso criterio di loro ripartizione tra Comuni e in cui viene proposto di inserire un nuovo intervento perequativo regionale, autonomo ed integrativo rispetto a quello statale. La nota è articolata nel modo seguente. Nel paragrafo 2 vengono ricordate le difficoltà di pervenire ad una corretta determinazione del fabbisogno finanziario locale nell’ambito di un sistema, quale quello italiano, di finanza derivata, sistema del quale vengono sommariamente richiamate l’evoluzione e le attuali caratteristiche. Nel paragrafo 3 vengono esposti i criteri generali cui si ispira la presente ipotesi di riforma. Nei paragrafi 4 e 5 viene presentato lo schema di riforma dell’imposizione comunale sugli immobili e il nuovo assetto della finanza municipale tra tributi autonomi e trasferimenti. Nel paragrafo 6, dopo aver richiamato le difficoltà oggettive e soggettive che potrebbe incontrare un’immediata attuazione della riforma prospettata, vengono esaminati i pro e i contro di un cambiamento graduale e le modalità di un’eventuale soluzione transitoria. Nel paragrafo 7 vengono sintetizzati i principali contenuti della riforma proposta. 2. Il problema del livello e della composizione delle entrate locali. Prima di entrare nel merito delle proposte di riforma della finanza municipale, è opportuno svolgere alcune considerazioni in merito alla possibilità di identificare, in concreto, un livello ottimale di finanziamento degli enti locali. Per rispondere occorre guardare all’altro la-