conseguire una maggiore produttività nell'azienda di domani. Masaki Hayashi, professore di economia in Giappone, sostiene ad esempio che i circoli di qualità nel suo paese, lungi dal riflettere una qualche intangibile predisposizione culturale per un decisionismo collettivo e per il consenso, possono essere visti come una tecnica gestionale che consente ai produttori giapponesi di far fronte alle sfide poste dal lavoro in un ambiente computerizzato, caratterizzato cioè da una elevata automazione. Lo sviluppo dei sistemi integrati di tipo CAM (Computer Aided Manufacturing= fabbricazione con l'ausilio del calcolatore), scrive Hayashi, "ha accresciuto l'esigenza di cooperazione tra lavoratori, in fabbrica e in ufficio, nonché tra ingegneri e dirigenti e tra le varie divisioni di un'azienda... " (1983, p. 2). Il concetto di partecipazione dei lavoratori," che costituisce parte integrante dell'attività dei circoli di qualità e di altri gruppi operanti nell'ambiente di lavoro giapponese, è stato introdotto per far fronte alle necessità derivanti dall'automazione del processo produttivo. .. " (1983, p. 13). Le argomentazioni riportate hanno contri-< buito allo sviluppo di un modello alternativo di gestione degli strumenti tecnologici. Tale modello può essere chiamato "strutturale" (organization-centered), data l'enfasi con la quale viene messa in risalto la dimensione strutturale, o organizzativa, del cambiamento. Citando una metafora significativa di Peter Drucker si può dire che il modello di organizzazione industriale implicito nell'approccio tecnocentrico si ispira alla 28