zative)" su cui si basa la partecipazione "dipendono dal modo di pensare e dai valori cui la classe dirigente si ispira, nonché dal tipo di azienda e dalle esperienze fatte"; in altre parole, sono determinati unicamente dagli, interessi aziendali. La storia recente del fenomeno della partecipazione nelle imprese fornitrici di tecnologie rispecchia questo approccio "manageriale" al problema. Eleanor Wynn (1983) ha constatato che il modo di concepire la partecipazione degli utenti al cambianto è ancora molto superficiale; questa infatti viene vista come un problema inerente al marketing (come "vendere" nuovi sistemi a potenziali clienti), più che come un meccanismo attraverso il quale apportare mutamenti organizzativi sostanziali. Secondo Wynn, per molti fornitori la partecipazione non tocca in alcun modo gli utenti finali degli strumenti tecnologici; il termine indica piuttosto gli sforzi che i venditori compiono per comunicare con i managers che hanno il compito di gestire l'implementazione dei nuovi sistemi e per coinvolgerli. Anche i modelli più avanzati di partecipazione come 1'ETHICS, non concedono all'utente molte opportunità d'influenzare in modo significativo il processo decisionale (che si è visto essere privilegio .esclusivo dei managers) in merito al problema del cambiamento tecnologico. L'utente non viene visto come il portatore di determinate istanze sociali, bensì come un esecutore di funzioni all'interno della singola organizzazione. Decisioni d'importanza cruciale che riguardano il personale, eventuali ridimensio- 34