computerizzazione si è allargato sino ad abbracciare nuovi settori industriali e nuove attività (in particolare quelle del settore dei servizi, in rapida espansione), e che la tecnologia informatica è divenuta meno costosa e più versatile, i managers sono arrivati alla conclusione che i presupposti del modello tecnocentrico, lungi dall'assicurare un uso proficuo delle nuove tecnologie, sono ormai un ostacolo alla loro implementazione. Ad esempio, Paul Strassman (1985, p. 163) della Xerox Corporation ha di recente affermato che la computerizzazione "non ha avuto riflessi significativi sulla produttività", anche io settori nei quali si è investito pesantemente (ad esempio nel settore bancario e nelle assicurazioni) . Managers come Strassman hanno identificato i motivi del fallimento nella tendenza dei managers, formatisi alla scuola del modello tecnocentrico, a sottovalutare sistematicamente la dimensione organizzativa del cambiamento tecnologico nell'ambiente di lavoro. Questo ha ingenerato una serie di errate concezioni in merito ai problemi del lavoro e della tecnologia, concezioni che costituiscono una barriera non indifferente ad una utilizzazione efficace dei sistemi computerizzati. Le parole di un noto consulente confermano questa opinione, oggi molto diffusa: "La 'galleria dei fiaschi'", egli sostiene, "è costellata di esempi in cui sono stati commessi errori nella implementazione dei nuovi sistemi, la cui gravità non può essere espressa solo in termini di denaro perso, bensì anche in termini di morale dei lavoratori e dei danni organizzativi causati da 25