Limiti del modello organizzativo Il concetto di partecipazione, tipico del modello strutturale, poggia su un certo numero di ipotesi: la prima è che i lavoratori e i dirigenti hanno interessi comuni sui fini e sulle risorse del cambiamento tecnologico nell'ambiente di lavoro; un altro assunto è che la partecipazione posta al servizio degli interessi aziendali porterà anche ad una migliore qualità del lavoro e ad una maggiore soddisfazione del lavoratore. Queste ipotesi spesso costituiscono le condizioni necessarie, senza le quali la partecipazione diviene problematica o, nel peggiore dei casi, impossibile. Ci si può chiedere cosa succede quando gli interessi dei vari gruppi sociali entrano in conflitto nel posto di lavoro, o quando le rivendicazioni di giustizia e quelle per una maggiore produttività risultano contraddittorie. Tali conflitti tendono a minate il concetto stesso di partecipazione (implicito nel modello strutturale), dato che questo si fonda sul consenso. L'eventualità che sorgano contrasti di interessi si traduce, nell'approccio strutturale, in un tentativo di controllo costante del meccanismo della partecipazione da parte dei managers, al fine di garantire che questa non superi dei "limiti di guardia" prefissati. E' per questo che Walton e Vittori (1983, p. 15) se da un lato auspicano l'adozione di un approccio strutturale al cambiamento tecnologico, e di conseguenza una partecipazione attiva dell'utente al processo di cambiamento, dall'altra precisano che "i criteri specifici e le scelte (organiz- 33