una scarsa conoscenza degli utenti e dell'ambiente in cui questi operano... La tradizione tecnocentrica ha indotto una visione ingenua dei problemi dell'utente, un concetto semplicistico del lavoro, modelli dei processi sociali e organizzativi eccessivamente meccanicistici e poco flessibili, e soprattutto una definizione di 'produttività' basata sul principio dell'efficientismo" (Keen, 1982). Parallelamente all'interesse più accentuato per la partecipazione del lavoratore, le critiche meno sofisticate dell'approccio tecnocentrico hanno messo in risalto i costi di tale partecipazione in termini di risorse umane e di rapporti sindacali - in particolare, il pericolo di "resistenze" da parte dei lavoratori al cambiamento tecnologico, che un mancato interesse per le esigenze dell'utente potrebbe causare. Una critica più raffinata pone invece l'accento su come il concetto industriale di efficienza non tenga conto delle caratteristiche del "lavoro informatico", e dei particolari requisiti che tale tecnologia richiede ai lavoratori di soddisfare. Da un lato, la gran parte delle attività di ufficio sono di tipo informale e non "strutturato", e non si prestano quindi ad essere gestite per il tramite delle tradizionali strategie di meccanizzazione e standardizzazione; l'approccio tecnocentrico in questo caso potrebbe finire col dar vita a sistèmi computerizzati poco flessibili, che violano la natura stessa del lavoro da automatizzare (Strassman, 1985). Dall'altro, il lavoro portato avanti con l'ausilio delle nuove tecnologie richiede capacità individuali qualita-- 26