mente nel modo più facile. L’unico im­ pianto di qualche consistenza è quello di Rimasco. Esso fu costruito dalla « Società Idroelettrica Valsesia », e successivamente fu assorbito dalla « Dinamo ». Il serbatoio idrico è stato formato con una formidabile diga di sbarramento a mezzo chilometro a valle di Rimasco, diga composta da un unico arco in calcestruzzo, alto m. 30. Da questo serbatoio ha inizio una derivazione in galleria (m. 1600), al cui termine vi è un grande pozzo per equilibrare le acque provenienti dal ser­ batoio. Dallo sforzo della galleria, una tu­ bazione di 300 metri, con un salto di 120, fa precipitare le acque nelle turbine della centrale (a monte di Fervente), dove sono installati 3 gruppi di turbine e di alterna­ tori, che complessivamente producono 1000 HP. Tale forza, elevata a tensioni di oltre 1000 volts, dalla centrale è tra­ sportata — percorso di 30 chilometri — alla prima cabina principale, sita in Agnona di Borgosesia; da qui la Società distribuisce questa prima energia agli in­ dustriali della Valsesia, che sono privi di energia propria, e del Biellese, che sono azionisti della Società stessa. Fu inaugurata il 18 novembre 1923. La prima centralina costruita in Vaisesia, di 90 HP, è quella della « Impresa Ing. Garrone & Machetti », in località Aniceti (1893-94), che funzionò fino al 1904-5, raggiungendo la produzione di 180 HP, per le esigenze del Comune di Varallo. La seconda sarebbe quella di Scopelle di Valmaggia, che — prima di passare alla « Ditta Bozzalla & Ferretti » (e ora alla « Dinamo ») — apparteneva, perchè costruita da essa, ad una ditta di Milano, direttore ring. Fournier. Deriva l’acqua dal Sesia a Vocca. Dopo circa 2500 metri, il canale, che attraversa anche due gallerie, precipita da un salto di 20 m. nelle 2 turbine, la cui energia azionava il .Iutificio. La potenza è di 450500 HP. A Scopa, un tempo della « Società Elet­ trica Valsesiana », oggi della « Dinamo », esiste un’altra centralina elettrica che, con i suoi 40-50 HP, fornisce la forza alla pic­ cola industria della Valle superiore a Varallo. 4 I paesi della Val Mastallone, invece, sono riforniti di energia per l’illumina­ zione e le piccole industrie locali, dalla centralina delle « Folle », sorta per ini­ ziativa del cav. Giovanni De-Toma, e pas­ sata, quindi, alla gestione dei F.lli Garampazzi, e in seguito alla « Dinamo ». Produce 160 HP. La Manifattura Rotondi ha due centrali sue proprie. La prima a poche decine di metri dallo stabilimento, sfrutta l’acqua del Sesia, e produce 1250 HP. L’altra sfrutta l'acqua del Mastallone e produce circa 45 HP. Lo Stabilimento Idroterapico di Varallo (attualmente Istituto Missioni Consolata) usufruisce di un salto d’acqua di 180 m. in regione « Creus Pacalòt », sopra l’Alpe della Barca. Passa con tubazione sotto il Sesia e sopra il canale della Manifattura Rotondi. Produce 35 HP, appena bastevoli per l’uso interno. L’acqua, per mezzo di un deposito sopra il Parco, viene tra­ sformata in potabile. La ditta Beltrami, segheria, ha pure due centraline proprie a valle del ponte del Buzzo (Mastallone, Varallo): la pri­ ma a Varallo Vecchio (25 HP) e la se­ conda alla Scarpiola (15 HP). La Manifattura Lane di Borgosesia ha come fonte principale per l’alimentazione degli impianti tre derivazioni di acque dal Sesia, in località di Varallo, di Roccapietra e di Ponte di Agnona. Esse alimen­ tano due centrali a Roccapietra ed a San Secondo di Agnona, ed una centrale in­ terna allo stabilimento, per crmplessivi 3000 KW. L’energia esuberante alimenta una caldaia eletrica per la produzione di vapore, necessaria per la lavorazione della lana. Altra centrale è a Quarona (della Car­ tiera di Serravalle). Altra ancora, della Ditta Zignone. La Ditta F.lli Chiara (Varallo, Barag­ gia) nel 1900-1901 costruì un impianto per forza motrice, uso proprio (produ­ zione della seta). Altra centrale fu costruita dalla « Im­ presa Garrone & Machetti » a Varallo (Ba­ raggia): 25 HP, per fabbrica ghiaccio. Sempre la Ditta F.lli Chiara nel 19001901 ha impiantato una centralina (12