mente legata. Si diede fuoco alta catasta di legna che lutto intorno ne circondava la base c che incenerir doveva la rea donna ». « Fino allora Margherita fu costante nè die­ de segno di scoraggiamento ma quando le av­ vampanti fiamme cominciarono ad attaccare le gentili carni si acute prima c poi si lamentevoli furono le sue voci che mossero a grande pietà quasi tutti gli innumerevoli circostanti ed am­ miratori delle sue belle forme i quali, ad ecce­ zione di alcuni, finirono per crederla donna più fanatica ed illusa che sedotta e seduttrice ». Eppure sarebbe forse bastata una parola di abiura da parte di Margherita perchè le venis­ sero risparmiati i tormenti e la stessa morte... Le ceneri dei due giustiziali vennero buttate nel Cervo che da allora, vuole una leggenda, si « divincola a modo di biscia bianca per le cam­ pagne portando i resti degli eretici al Sesia ». Un’altra leggenda valsesiana vuole ancora che « quando di notte infuria la bufera c si ode il mugghio del Sesia che dirocca spumando, al­ lora appare tra i monti la figura de! ribelle accompagnato da una donna bellissima. E le due figure vagano guardinghe c sospette per il vallone di Valsesia, su per la Parete Calva e lungo le sponde del Cervo e del Sesia sparendo solo con le prime luci dell’alba. DOMENICO ROCCIA. Affreschi del Fet rum