aderire meglio il velo di calce. Nella parte in­ feriore dell'oratorio l'intonaco era tutto caduto per l’incuria e l’umidità. Chiuse le crepe delle volte c delle pareti, fatti gli assaggi sulle parti ancora ricoperte dal­ la calce, riapparvero nel soffitto i motivi a grot­ tesche rossi su fondo chiaro: sulla parete del­ l'altare due teste di santi; su quella sinistra la figura di San Giorgio a cavallo, purtroppo molto danneggiata e mutila nella parte inferiore. A destra le figure sono quasi del tutto stinte; il giubbetto violetto di Sant’Orso che taglia il cuoio ed il cappello a larghe falde di San Crispino, dai riflessi arancione come il giubbotto, sono ap­ pena visibili. In questi due stupendi ritratti vi sono riso­ nanze con l'arte del Lotto; qui la pennellata di Gaudenzio è più morbida, più vellutata, la forma è più ferma, ma più ricca di profondità inte­ riore. Il colore violetto dell'abito di Sant’Orsola acquista una lievità argentea. La figura femmi­ nile ammantata, Sant’Elena che porta la croce, ripete lo schema delle sue crocifissioni ed è la più vivace di colore, anche se qui esso è am­ morbidito e di un tono sommesso. Sono spariti nell’interno della cappelleria an­ che l'epigrafe che il Lana vide nel 1840 e che ricordava i restauri fatti nell'edificio nel 1795, il voto della peste del 1526, nonché gli affreschi di Gaudenzio Ferrari che avrebbero dovuto es­ sere dipinti nello stesso anno. E' da presumere che il Maestro valsesiano abbia dato molti anni piu tardi inizio al suo lavoro. Le raffigurazioni di San Rocco infatti sono posteriori non solo agli affreschi di Varallo c di Loreto, ma anche a quelli di San Cristoforo a Vercelli; lo con­ ferma l’impostazione delle singole figure, più piccole di proporzioni, ripeto più ferme e molto simili al Presepio di San Giorgio ed apparten­ gono allo stesso momento, alla tarda attività dell’artista. Sono più composte, l'irruenza giovanile si è attenuata; ai colori infocati si è sostituita una tavolozza più delicata, all’impeto altisonante dell’orchestrazione della prima maturità si è so­ stituito un accordo tonale più delicato, un mor­ morare in sordina, più sommesso. Quello stesso fare più fermo c composto che troviamo anche nelle opere precedenti con il tema più stretta­ mente obbligato, come nella Madonna degli Aranci di Vercelli c nel polittico di San Gau­ denzio a Varallo. Il gruppo degli affreschi di Valduggia è ol­ tremodo interessante come anello di collega­ mento fra i dipinti antecedenti c le opere mi­ lanesi dell'ultimo periodo. Prof. NOEMI GABRIELLI. BIBLIOGRAFIA Guida ad una gita entro la Valle Sesia Novara, 1840, p. 521. A. M, Brizio - La pittura in Piemonte dalPctù romana al Cinquecento - Torino, 1942, p. 209. G. Lana L’assemblea del Consiglio della Palle II Consiglio della Valle - Valsesia, che ha l'onore di essere presieduto da un ministro, e precisamente dall’on. Giulio Pastore ed il vanto d’essere anche il primo del genere fondato in Italia per iniziativa del nostro illustre parlamen­ tare e di altri benemeriti valsesiani, terrà quanto prima la sua assemblea biennale per fare il punto della situazione, il consuntivo del lavoro svolto ed il preventivo della futura attività. Non è stata, finora, stabilita la località della riunione che sarà tenuta, sulla base di una rotazione già praticata in passato, in uno dei centri della Valsesia dotato di adeguate capacità ricettive ed organizzative. L'ultima assemblea, svoltasi a Varallo, nel salone del Palazzo D'Adda, alla vigi­ lia della celebrazione inaugurale della VII « Esta­ te Valsesiana », ha visto una imponente parte­ cipazione di sindaci della Valle, di altre autorità provinciali c locali e di folte rappresentanze della vita amministrativa valligiana. Durante i lavori dcH’asscmblea, giustamente definita come il pic­ colo « Parlamento Valsesiano », vennero riassunte tutte le conquiste conseguite nei vari settori c tracciate le direttrici della futura attività. Nel 1960, il Ministro Pastore, che presiede il Consi­ glio della Valle da oltre 15 anni, c cioè dall’epoca della sua provvidenziale istituzione, illustrò un nuovo grande strumento messo a disposizione della Valsesia: il Comprensorio di bonifica mon­ tana del Sesia. Dall'epoca della sua istituzione, approvata con decreto del Presidente della Re­ pubblica, molto cammino è stato compiuto a favore della rinascita della nostra terra situata in zona depressa e disagiata: sul piano tecnico ha avuto inizio il funzionamento degli uffici raggruppati torinesi c, su quello pratico, sono in avanzato corso di preparazione tecnica e buro­ cratica numerosissimi lavori. Si tratta di una programmazione, ormai in fase conclusiva, di opere che prevedono una spesa di oltre un mi­ liardo di lire, una cifra che non ha bisogno di molti commenti soprattutto se viene aggiunta a quella già disponibile c spesa direttamente dallo Stato a favore di imponenti realizzazioni già attuate, ed in via di attuazione, nelle nostre vallate. Con ogni probabilità, per la nuova assem­ blea, il Consiglio della Valle vedrà ottenuto il suo riconoscimento giuridico consacrato da oltre 15 anni di intenso lavoro svolto in tutti i campi per incrementare le risorse economiche, poten­ ziare il turismo e valorizzare le bellezze naturali ed artistiche della nostra zona. Il riconoscimento giuridico darà piena vitalità e sicurezza vinco­ lante al nostro Parlamentino, al quale va il grande merito di aver saputo impostare decisa­ mente, sul piano pratico, l’arduo problema della rinascita valligiana.