25 agosto. 1889 L’ECONOMISTA 543 mercio internazionale, per effetto delle diminuite importazioni dall’estero, diminuzione ohe arriva fino a 2869 quanto al numero dei legni e a 1,460,244 quanto al numero delle tonnellate. Nel commercio di cabotaggio si ebbe invece un aumento di Siili nel numero dei legni è di 700,996. Tutto il lavoro delle navi a vela approdate nei porti italiani per la navigazione internazionale fu fatto da navi che avevano nel 1879 epoca in cui cominciò la fase discendente del nostro commercio marittimo, una portata di 2,864,514 tonnellate, mentre l’anno scorso si ridusse a 1,693,146 tonnellate. Crebbe invece in proporzioni rilevantissime il tonnellaggio della navigazione internazionale a vapore, che era stato nel 1879 di tonnellate 6,296,017, mentre che nel 1888 salì fino a 11,377,107 tonnellate. La parte riservata alla bandiera italiana nella navigazione internazionale era andata scemando dal 1880 in poi : ma al 1888 crebbe non poco in confronto degli anni anteriori. Ì1 tonnellaggio delle navi con bandiera italiana che lavorarono l’anno scorso nei porti del Regno, fu di 2 milioni e 56,273 tonnellate, mentre al 1881 non superò 1,290,824 tonnellate. ' Delle navi con bandiera estera, le francesi subirono l’anno scorso la più rilevante diminuzione, avendo ridotto il loro tonnellaggio a 1,111,146 tonnellate, mentre nel 1883 ascendeva a 2,099,185 tonnellate. Si ebbero poi notevoli riduzioni anche nel movimento delle navi inglesi e tedesche, e di poco crebbe quello delle navi austro-ungariche. Nella navigazione di cabotaggio a vela i legni italiani avevano una portata di tonnellate 5,027,560, superando il movimento degli anni anteriori, perchè alla fine la bandiera nazionale va riacquistando lungo le coste del Regno quel posto che le compete. Le navi con bandiera francese non figuravano l’anno scorso per più di 477 tonnellate, laddove al 1887 avevano una portata, per il solo cabotaggio, di 17,986 tonnellate. In confronto al 1879, la portata delle bandiere estere nella navigazione di cabotaggio, era I’ anno scorso diminuita della metà. Quella invece con bandiera italiana crebbe di quasi 2 milioni di tonnellate. Nella navigazione di cabotaggio a vapore, le navi italiane, che al 1879 avevano una portata di 9,283,971 tonnellate, 1’ accrebbero al 1888 fino a 17,229,240 tonnellate, mentre il tonnellaggio delle navi estere si accrebbe di poco. Lavorarono nel 1886, fra porto e porto italiano, 1226 vapori francesi che avevano una portata di 1,093,649 tonnellate, ma Tanno scorso non operarono che 3 soli vapori con bandiera francese, aventi una portata di 2191 tonnellate. L’INDUSTRIA DELLA PESCA IN ITALIA In questo stesso numero diamo le cifre principali del movimento di navigazione tanto internazionale che di cabotaggio compiuto in Italia durante il 1888, e dimostriamo come quel movimento in confronto degli anni precedenti abbia raggiunto un non lieve miglioramento. Occupandoci adesso della industria della pesca, di cui è parola nella stessa pubblicazione, che contiene il movimento di navigazione, possiamo convincerci che al ridestarsi della marina industriale tenne dietro una maggior vitalità anche nella industria peschereccia, esercitata dai battelli nazionali tanto sulle coste interne che straniere. Durante il 18«8 partirono dai porti italiani 1421 battelli per la grande pesca del pesce, che avevano una portata di tonn. 1414. Il massimo numero dei battelli impiegati nella pesca sulle coste dell’interno lavorò nelle acque della Sicilia , ove ne andarono 202 con 1,209 tonnellate di portata, mentre nel 1887 furono soltanto 34 e in tutti gli altri 9 anni precedenti non raggiunse mai le cifre del 1888. Frequentarono le coste del Tirreno 140 barche pe-schereccie, cioè quante le avevano percorse in media negli anni precedenti. Nelle coste della Sardegna lavorarono 65 battelli, cioè quasi il doppio del 1889. Nelle coste austriache vi si diressero ben 574 legni italiani, mantenendo così quel risveglio che si era verificato fino dall’anno precedente. Anche in Grecia la pesca italiana prese maggiore sviluppo, e lo stesso in Tunisia, giacche nel 1888 vi si ebbe un movimento di 223 battelli, superando di molto il lavoro del 1887, che fu fatto soltanto da 84 barche. 1 battelli che mossero per la pesca del corallo durante il 1888 furono 163, cifra che resulta inferiore a quella del 1887, ma la diminuzione del numero è compensata dalla maggior portata dei legni, la quale nel 1888 fu di tonn. 1059, mentre nel 1887 era stata soltanto di 753 tonn. I battelli applicati alla pesca del corallo nelle coste siciliane furono nel 1887 4,107 con 938 tonnellate di portata, mentre ai 1887 avevano lavorato 51 legni solamente, con 400 tonnellate di stazza. Si ridusse da 60 a 39 il numero dei battelli che eseguirono la pesca corallina nei banchi della Sardegna. Alla pesca delle spugne si diedero T anno scorso 48 battelli sulle coste tunisine; cioè 12 più che nel 1887. Ponendo a riscontro il movimento dei battelli, secondo i compartimenti marittimi dai quali provenivano, si ha che quello di Venezia diede il massimo contingente : 574. Vengono .poi, per numero di battelli impiegati nella sola pesca del pesce, i seguenti compartimenti: Napoli 252; Palermo 148; Trapani 138, ecc. In questi due ultimi compartimenti siciliani fuvvi un progresso ben notevole, perchè dal primo non erano partiti, al 1887, più di 73 battelli, e dal secondo non più di 37. Per la pesca del corallo, il compartimento di Napoli è sempre quello che presenta un maggior numero di pescatori, i quali T anno scorso partirono con 110 barche, della portata di 992 tonn., mentre al 1887 mossero con 55 legni soltanto, la cui portata era di 444 tonnellate. I 48 battelli che si diressero nelle coste della Reggenza di Tunisi, per la pesca delle spugne, provenivano tutti dal compartimento di Trapani. Tranne il 1884, nel quale anno si diressero verso la Tunisia 63 barche per la pesca delle spugne, in tutto il resto del decennio non erasi mai giunti al numero di battelli che lasciarono T anno scorso la Sicilia per T esercizio di quella speciale industria peschereccia