13 gennaio 1889 L' E CON OMIST A 25 Le spese per il culto importano 5 milioni di cui due milioni tra le obbligatorie ordinarie, 0.6 milioni tra le straordinario e poco più di un milione per le facoltative. La penultima categoria spese per beneficenza aveva iscritti 21.2 milioni, di cui 7 e mozzo nelle obbligatorie ordinarie'e di questi 4.8 per mantenimento degli esposti ; solo 0.7 milioni nelle straordinario e 13 milioni nelle facoltative le quali si dividono: orfanotrofi 0.6 milioni; 3.3 per sussidi ai poveri ed ai padri di numerosa prole; 15 por medicine gratuitamente somministrate ai poveri ; 3.3 per ricovero agli indigenti ; 4.0 per spese per ospedali. L'ultima categoria spese diverse comprende 43.8 milioni, e ve no sono 21.5: nelle obbligatorie ordinarie por riscossione del dazio di consumo (12.5 milioni) per la leva, lo elezioni, le liti, i contralti, gli sgravi, ecc.; — 12 milioni nelle obbligatorio straordinarie di cui 8.6 milioni per le spese impreviste; — 8 milioni nelle facoltative di cui 2.8 per la musica cittadina, 2 per le dotazioni di teatri, 0.2 per abbonamenti a riviste e giornali. Ci rimane ora da osservare le Spose per i capoluoghi di provincia e questo faremo in un prossimo numero. Rivista Bibliografica Avv. Guido Capitani. — Stato, Beneficenza e Previdenza pubblica,. — Considerazioni. — Torino, Tip. O. Derossi, 1888 pag. 174. Questa monografia è stata pubblicata nelle memorie dell'Istituto di esercitazioni nelle scienze giu-ridico-politiche, annesso alla R. Università di Torino, e si propone di determinare se e quale azione spetti allo Slato in tema di beneficenza e previdenza pubblica. Argomento di cui niuno potrebbe contestare l'importanza teoretica e pratica, perchè tocca alla questione generale dell' azione dello Stato e a molte altre questioni di politica sociale che ai nostri giorni si dibattono con grande ardore. L'Autore comincia opportunamente dal considerare in una lunga introduzione il limite dell'azione dello Stato in generale, passa in rassegna le varie scuole e confuta la tesi autoritaria del Wagner, concludendo in favore di una soluzione media. L'avv. Capitani scrive infatti che « l'azione delio Stato è fondala non sul fatto dell'impotenza o dell'insufficienza dei privati, ma bensì su considerazioni d'indole generale, sul concetto stesso dello Stato e sulla sua missione fondamentale... » Ciò premesso, la trattazione dell'argomento è divisa in due parli. Nella prima, che è la maggiore, l'Autore studia I' azione dello Stato in materia di beneficenza e cerca anzitutto di determinare il titolo di questo intervento, ch'egli trova nelle ragioni essenziali di ordine pubblico, di sicurezza, di pace, di tranquillità generale. La discussione di questo punto ci sembra avrebbe dovuto essere più profonda e non pochi scritti (ad es. quelli dei prof G. Colin, H. B. Mills, Miinsterberg) gli offrivano il mezzo di dilucidare maggiormente il titolo dell' azione dello Stato in materia di beneficenza. Ma l'Autore non ha inleso di pubblicare che delle Considerazioni e tenuto conto ili questo non gli muoveremo l'appunto di aver trattato troppo brevemente alcune questioni. Quanto al modo dell'azione dello Stato, distinguo l'azione diretta, che viene esercitata mediante la carità legalo nelle .sue vario forme e quella indiretta che riguarda le opere pie. Come regola l'Autore respinge I' aziono diretta, ammettendola soltanto in casi eccezionali, come quelli di infortuni straordinari e generali. Esamina anche la riforma delle opere pie, ammettendo nello Stato il diritto non solo, ma il dovere di introdurre nelle fondazioni quelle riforme e quelle innovazioni che i nuovi bisogni e le nuove condizioni sociali rendono necessarie perchè possano raggiungere nel modo migliore il fine sostanziale loro designato dal fondatore. Nella parto seconda — lo Stato e la previdenza pubblica — gli argomenti trattati dall'Autore sono questi : soccorsi per malattie, previdenza per la vecchiaia, infortuni del lavoro e assicurazione sulla vita. Ma anzitutto risolvo la questione se lo Stato possa e debba intervenire nel 1' ordinamento della previdenza pubblica e ritiene che sì, perchè tutto quanto serve a mantenere, accrescere e fortificare l'uuione sociale forma indubbiamente oggetto dell'azione dello Stato. Quanto al modo di cotesta azione respinge la previdenza imposta, obbligatoria ; ma vuole che lo Stato metta a disposizione dei cittadini i mezzi opportuni per svolgere la loro previdenza individuale. Gli argomenti trattati in questa monografia sono adunque di interesse generale e attuale. Se si può notare nell'Autore una certa indeterminatezza di criteri e di principii bisogna anche riconoscere che, nonostante molti pericoli inerenti a queste questioni, l'egregio Autore ha sapulo evitare qualsiasi esagerazione in un senso o nell'altro. Se concordiamo su molti punti, sopra altri discordiamo, perchè manteniamo l'azione dello Stato entro confini meno larghi. Le sue considerazioni dimostrano però uno studioso spregiudicato e meritano di essere lette. Mariana Maniero. — Istituzioni di Commercio : - II. Le Persone del Commercio. — Palermo, Puglisi, 1888 pag. 384. L'Autore ha pubblicato alcuni anni or sono un primo volume di queste Istituzioni di Commercio, in cui tratta degli ordinamenti monetari. In questo secondo volume il prof. Mantero porge, come egli scrive, insieme alla figura economica giuridica del commerciante, lavori egli in principalità o no, le operazioni che questi compie e gli istituti di cui si avvale. « lu osso mi son provato di esporre una sintesi del fenomeno commerciale, annodando attorno alla persona del commerciante in principalità, che è l'agente primitivo ed essenziale del fenomeno, quelle dei suoi rappresentanti, degli intermediari del commercio per la compra e la vendita, degli intermediari del commercio pel trasporto e degli ausiliari del commercio ». Como il precedente, così anche questo volume è meritevole di lode per la diligenza che l'Autore ha messo nella trattazione dei vari argomenti. Osserviamo soltanto clie fra gli ausiliari del commercio il prof. Mantero pone gli assicuratori marittimi (e perchè no, gli altri assicuratori terrestri?) le Camere di Commercio e i Consoli. E di questi ultimi tratta sotto aspetti che col commercio non hanno