L'ECONOMISTA GAZZETTA SETTIMANALE SCIENZA ECONOMICA, FINANZA, COMMERCIO, BANCHI, FERROVIE INTERESSI PRIVATI Anno XVI - Voi. ti ilomonica 26 Maggio 1869 N. 786 GLI SCIOPERI DEI CONTADINI ED IL GOVERNO Una interrogazione è stata mossa al Governo , in una recente seduta della Camera, intorno agli ultimi fatti avvenuti nell'alto Milanese, e l'interrogazione aveva più die altro lo scopo di dar modo al Governo di esprimere il proprio pensiero sull' argomento. In assenza dell'on. Crispi rispose all'ori. Bianchi l'on. Fortis, sottosegretario di Stato. Lasciamo la parte narrativa e gli apprezzamenti dei disordini e notiamo soltanto quella parte del discorso dell'on. Fortis nella quale manifesta quale sia l'attitudine che il Governo intende di assumere di fronte a così grave questione. « Noi abbiamo, egli disse, fiducia che disordini non si verificheranno più ; ma se disgraziatamente si dovessero verificare ancora, le misure prese assicurano ch'essi saranno prontamente repressi. « Per quanto il Governo rimanga imparziale nefa questione, che dà origine ai disordini, l'oratore osserva che in provincia di Como vi è un movimento di pacificazione, movimento dovuto a una revisione dei contratti. « fi Governo fa voti che tale movimento si allarghi. Intanto al Governo non resta che assicurare l'ordine.» Qui sta risposta, che noi approviamo senza riserva, ha incontrato la soddisfazione della Camera, ma non fu approvata da quei giornali, che, quando trattasi di sollevazioni popolari, sono socialisti di Stato ; infatti commentando le parole dell' on. Fortis un giornale romano che si vanta di essere democratico soggiunge : « che il movimento di conciliazione, già manifestatosi in alcuni punti tra proprietari ed agricoltori si vada allargando, è un onesto desiderio che speriamo di veder soddisfatto; ma ci pare che non sia del tutto corrispondente al giusto l'asserzione che il Governo può e deve limitarsi a stare a vedere. 1 Governi i quali ad altro non si sentono obbligati, fai liscono alla loro missione sociale, che è quella di rappresentanti degli interessi collettivi della nazione. » fn verità che simi'i tendenze, manifestate da gente che si professa fedele ai principi democratici, non possono a meno di destar meraviglia e di preoccu-pare sul significato che alcuni si sforzano di dare alla missione dei Governi. Abbiamo un conflitto, che degenera in scene selvaggie, il quale verte tra due parti: proprietari e contadini, e si pretende che il Governo, in nome degli interessi collettivi della nazione, intervenga altrimenti che come custode dell'ordine. Ma intervenga a vantaggio di chi? con che veste? con che sapienza? con quale abilità? con quali criteri? Giacche la Tribuna lascia sottintendere il suo desiderio che nella attuale contesa il Governo intervenga a favore dei contadini, e forse lo spera per il carattere del governo attuale e per i precedenti dell' uomo che in questo momento regge il Ministero dell'interno. Ma se domani il Governo fosse composto di membri conservatori, applaudirebbe, il giornale romano, all'intervento dello Stato a favore dei propri etari ?Eppure interessi collettivi rappresentano i contadini ed interessi collettivi rappresentano i proprietari. È il mal vezzo della democrazia nei paesi che hanno scarsa coltura; essa ha strappale teoricamente ed astrattamente, al potere molte prerogative ma si affretta in ogni singolo caso a domandarne l'intervento, senza riflettere che quella stessa capacità di errore che giustificava la diminuzione della potenza dei governi, persiste anche quando questa potenza gli vien concessa caso per caso. La questione dei contadini, specialmente nell'alta Italia, è questione molto grave e molto complessa, nè si può ammettere che l'azione del governo a scioglierla possa essere più efficace di quella che gli interessati stessi possano esercitare. Se spingiamo I' azione del governo fino a renderlo arbitro delle questioni che sorgono tra privati, non si snatura la sua funzione e la sua missione? Su ciò che riguarda la proprietà fondiaria vi è tutta una evoluzione da compiere, alla quale bi§ogna che si apparecchino lentamente agricoltori e proprietari, i primi, per rendersi capaci di usufruirne, i secondi per essere rassegnati a subirla. Se secondo la teoria del giornale romano, si vorrà cambiare la evoluzione in rivoluzione con l'intervento dtd Governo, si correrà rischio, secondo le idee che in un dato momento può rappresentare il Governo, di avere una reazione anziché un progresso. La repressione violenta che il partito conservatore inglese tenta in Irlanda, sebbene là le cose sieno molto diverse da quelle italiane, dimostra a quali conseguenze può condurre l'intervento del Governo. È per questo che noi abbiamo udito con piacere il misurato discorso dell'on. Fortis, e sapendolo rappresentante di idee mollo democratiche, ci congratuliamo con lui che abbia saputo non imitare i suoi colleghi ed amici, i quali nulla sanno suggerire, nulla sanno escogitare per risolvere le grandi questioni sociali se non l'intervento del Governo. Ci auguriamo che intorno a lui si schierino fidenti e sicuri tutti coloro i quali vedono che dal libero attrito degli interessi opposti, opportunamente temperato dal Governo come custode dell'ordine pubblico, può ottenersi il futuro assètto dell'ordine sociale.