334 L'ECONOMISTA sere ridotti, saranno accresciuti ; perehè 1' esempio dell' on. Zanardelli metterà il desiderio in altri ministri di togliersi, con quel facile mezzo, le angustie che loro continuamente provengono dalla situa-z;one degli straordinari. A parte poi la poca simpatia della Camera per la Commissione del Bdancio, è anche da ricordare che i deputati hanno sempre votato con molta disinvoltura gli aumenti di spese, perchè si sono contentali sempre dell'argomento che ogni spesa per sè stessa, all'infuori della somma totale, non era grave, e perchè votandone una che oggi preme ad alcuni deputati, questi alla loro volta voteranno domani quella che preme ad altri. É uno scambio di servizi. Ricordo che quest'accusa fu fatta alla Camera, sotto l'amministrazione Magliani, allorché avveniva che dal gennaio al luglio si votassero da II a 12 milioni di nuove spese in più di quelle ammesse collo stato di prima previsione. Non si arriverà per ora a quelle cifre ; ma la tendenza è la stessa. La relazione dell'on. Romnnin-Jacur dà occasione a serie obiezioni di sostanza e di forma. Di forma perchè non si vorrebbe ammettere il rinvio di.spese di lavori ferroviari per venti milioni, e conseguente rimaneggiamento di tabelle, senza una legge speciale. L'on. Giolitti, Ministro del Tesoro, intervenuto espressamente nella Sottocommissione ha dichiaralo che una legge speciale egli non la presenta, a qualunque costo, perchè non vuole riportare alla Camera la questione ferroviaria. Vi è allora chi, dando ragione al Ministro, propone di stabilire almeno coll'arlicolo di bilancio la variazione della tabella, affinchè col rinvio non rimanga tutto nell' incertezza. Di sostanza sarebbe la obiezione che si vuol fare sugl'impegni che si stanno assumendo per i lavori cominciati recentemente in Roma. Trovatosi il Municipio nelle cattive condizioni, da tutti risapute, il Governo ha ripreso su di sè una parte dei lavori che dovevansi compiere, ed ora li stà facendo senz'avere in nessun modo determinate e stanziate le somme necessarie. Il Ministro dell'Interno si è accollato la costruzione del Policlinico ; quello di Grazia e Giustizia la costruzione del Palazzo di Giustizia; gì'impegni, che si prendono oltrepassano i cinquanta milioni, e di somme stanziate, disponibili non vi sono, se non erro, che dieci milioni evidentemente già assorbiti dagli sterri, dalle fondamenta, dai primissimi lavori. Accenno soltanto la questione, perchè è da vedere quale svolgimento possa prendere nella Commissione Generale del Bilancio e quali dati, quali argn-gomenti si portino dalle due parti. Sarà forse il caso che TEconomista torni a parlarne con maggior copia di particolari, essendo certamente questa una grave questione amministrativa. Per la riforma della legge di contabilità, di cui pubblicaste quasi testualmente le disposizioni, il Ministro del Tesoro non ha trovato seri ostacoli nella Commissione. La relazione Vacchelli gli è favorevole. I due primi articoli vennero approvati oggi com'erano presentati. Al terzo si proposero due varianti, ed il quarto forse subirà qualche modificazione in seguito alle osservazioni degli onorevoli Lucca, Bac-carini, Sonuino, Chimirri ; ma non ci saranno screzi d'importanza, il progetto verrà dinanzi alla Camera completamente concordato fra Commissione e Ministro. Anche pel Bilancio della Istruzione Pubblica che si esaminerà domani dalla Commissione Generale, il 26 maggio 1889 relatore Arcoleo riserva alla Camera le questioni importanti : - 1° della conversione degli istituti da comunali e provinciali in governativi; e 2° dell'istituto d'Igiene sperimentale di Roma, in cui si cumulano facoltà amministrative e scientifiche, e che, sorto al Ministero dell' Interno, passa d'un tratto a quello dell' istruzione. Le cifre fra Ministro e Relatore differiscono di L. 414,000; ma la differenza non vuol dire guerra. Il relatore e la sotto-commissione hanno veduta la sorte toccata alla radiazione delle settemila lire nel Bilancio di Grazia e Giustizia ! Un Ministro può essere più o meno accomodante colla Commissione del Rilancio, ma certo non ha ragione per ora di temerla. La maggioranza alla Camera in questo momento continua ad essere sicura. (Rivista (Economica La discussione al Reichstag sulla legge per I' assicurazione contro i' invalidità al lavoro — L'industria della seta in America. — Un prossimo Congresso monetario a Parigi — Il monometallismo in Ru-menia. Il Reichstag germanico si è occupato nelle ultime settimane del progetto di legge relativo all'assicurazione contro l'invalidità al lavoro e la vecchiaia. Il progetto è stato approvato in seconda lettura con varie modificazioni, alcuue delle quali sono state proposte dai depotati progressisti e socialisti. Ma più ancora della legge, la quale dopo le precedenti già in vigore sull'assicurazione, non presenta più alcuna novità, ciò che offre qualche interesse è la discussione fatta a proposito della legge stessa. È il gruppo conservatore e agrario quello che ha fatto la più vivace e tenace opposizione, in nome degli interessi agricoli minacciati, dicono i grossi proprietari dai vantaggi offerti agli operai delle città. Nella seduta di sabato scorso un oratore del centro I' on. de Wendt ha svolto a questo riguardo alcune considerazioni che meritano di essere notate. Egli si è. dichiarato ostile in massima alla legge perchè non gli sembra di natura tale da prevenire i mali che tende ad allontanare, cioè essa non potrà impedire che gruppi di popolazione si formino attorno a un centro manifatturiero dove tosto due o tre fabbriche facendosi concorrenza si distruggono reciprocamente lasciando gli operai sul lastrico. .L'oratore ha fatto notare inoltre che tutta la legge di assicurazione Q fondala sulla residenza di due anni, la quale è necessaria per godere dei vantaggi della legge. Ora ciò che manca agli operai industriali è il più spesso la stabilità, succede frequentemente che delle fabbriche, le quali occupano un gran numero di lavoratori, sono obbligate di chiudere e non rimane agli operai altra risorsa che di andare a cercare altrove il lavoro necessario alla loro sussistenza. Per questo l'operaio industriale non è punto legato al posto e la sua patria è là dove trova da guadagnare il suo modesto salario. Anche il principe di Bismarek prese la parola per difendere naturalmente il progetto di legge. Sorvolando sulla parte strettamente politica del suo discorso, la quale è stata del resto la parte più saliente, è notevole ciò che egli disse intorno alla