. Io settembre-1889 L’ECONOMISTA 553 turalmente entro limiti molto più ristretti e si scende sino a punti chilometrici. Pel rilievo appunto e pel collegamento delle mappe catastali del compartimento modenese si è premessa la formazione di una rete trigonometrica (appoggiata ai vertici della triangolazione geodetica eseguita dal nostro Istituto geografico militare) di 1° ordine co- ! stituita di triangoli i cui lati non eccedano gli 8 chilometri, ad eccezione di quelli che servono diret- | tamente al collegamento coi lati della rete geodetica anzi delta. Per la determinazione poi dei punti d’infimo ordine, mediante lo spezzamento dei triangoli della suindicata rete, e si è formata un’ altra serie di triangoli o rete trigonometrica di 2° ordine, ai quali poi ¡ appoggiare tutto il rilevamento particellare o dei minimi dettagli del terreno. È poi da sapersi che i singoli punti trigonome- j trici di qualsiasi ordine vengono indistintamente riferiti ad un sistema di assi coordinati ottagonali, e precisamente alla meridiana e ad una retta ad essa ¡ normale detta perpendicolare, passanti per un punto | trigonometrico del terreno su cui si opera. Colla scorta poi dei calcoli istituiti si può costruire un piano grafico nel quale tracciata la direzione della meridiana e quella della perpendicolare, individuarle sul medesimo tutti i vertici delle reti trigonometriche mercè le relative coordinate ortogonali, ed averli così disposti analogamente a quanto si trovano quelli corrispondenti del terreno. Eseguito il lavoro di cui sopra abbiamo dato un semplice abbozzo — lavoro lungo importante e delicato, occorre passare al rilievo della particella, ossia dei minimi particolari del terreno. In quest’ultima serie di rilevamenti sta appunto la differènza fra l’antica e la nuova scuola topografica fondata dal Porro, per antonomasia chiamata celerimensura, e colla quale è dato di potere estendere il metodo delle compensazioni e delle comprovazioni a tutte indistintamente le operazioni di rilievo. Si è appunto in questa ulteriore parte di lavoro topografico la più importante, la più minutale sulla quale a tutto rigore si basa il catasto, sia a fine tri butario che a scopo probatorio, che pel passato si lasciava man libera ai periti agrimensori, si seguivano processi grafici od altri metodi che non davano una sufficiente garanzia della loro esattezza, in una parola quest’ ultimo lavoro, che, ripetiamo ancora, era il più importante, non era affatto in armonia con quello che lo precedeva e nel quale doveva per così dire inquadrarsi; da ciò la ragione che le mappe attuali, tranne forse ben poche eccezioni come in seguito vedremo, non hanno nessun valore, nè se ne può far capitale alcuno. Il metodo ideato dal Porro mirava a colmare una lacuna, era il portato del progresso fatto in quest’ultimo periodo di tempo nella scienza topografica, era quello che la scienza quindi indicava come il più idoneo, il più razionale perchè il rilevamento particellare, il lavoro così detto di riempimento nella vasta rete di triangoli diversi che copre il terreno da rilevarsi, avesse tecnicamente V egual peso di quello relativo alle reti trigonometriche anzidetto al quale si appoggiava. Non si può certo in via sommaria dare un idea concreta di un tal metodo il cui pregio principale si è quello di essere essenzialmente numerico. Di- ciamo solo che basandosi agli ultimi lati delle reti trigonometriche, si determinano, sulla zona di terreno da rilevarsi in tutti i suoi minimi particolari, delle poligonali pure di vario ordine, i cui vertici vengono alla lor volta fissati di posizione ed a costituire, per così dire, altrettanti punti trigonometrici di infimo ordine che sono gli ultimi capi-saldi ai quali coordinare ed appoggiare il rilevamento particellare e tutti i minimi particolari del terreno sn cui si opera. Facendo poi stazione su questi ultimi punti in tal guisa determinati si passa al rilievo di tutti quei punti del terreno che sono necessari per avere un esatta rappresentazione del medesimo, e questi ultimi, i più importanti naturalmente, vengono determinati mercè un sistema di coordinate polari facilmente trasformabili nelle corrispondenti ortogonali riferite allo stesso sistema di assi ortogonali ossia alla meridiana ed alla perpendicolare a cui vengono riferiti i punti trigonometrici. È un metodo puramente geometrico e facilmente apprendibile anche a coloro forniti dei soli rudimenti 'di matematica, metodo che fu ultimamente perfezionato e ridotto estremamente pratico, senza perdere per nulla delle sue essenziali e caratteristiche proprietà, da una plejade di distintissimi ingegneri fra i quali vanno meritamente notati i sigg. Soldati, Villani, Erede, Penso, Salmoiraghi ecc. A tale proposito non posso esimermi dal citare le parole testuali con cui il Porro stesso definiva il suo nuovo metodo di rilevamento: « Che la celerimensura non è un prodotto del-« l’immaginazione, che sia ancora a cercare d’insi-« nuarsi, e trovare un posticino nell’arte dell’inge-