10 novembre 1889 L’ECONOMISTA 723 Metalli preziosi. — Il rapporto dell’argento fino a Parigi da 283 a 280 cioè guadagnava 3 fr. sul prezzo fisso di fr. 218 90 ragguaglialo a mille e a Londra il prezzo dell’argento da denari 43 1/2 per oncia saliva a 43 3,4. NOTIZIE COMMERCIALI Cere li. — Anche in questi ultimi otto giorni i grani nella maggior parte dei mercati esteri conservarono la loro situazione a favore dei compratori. Cominciando dai mercati americani troviamo che il ribasso nei grani é motivato dall’ abbondanza degli arrivi, e dall’ accrescersi dei depositi. A Nuova York i grani si quotarono fino a doli. 0.84 1[2 allo staio di 36 litri; i granturchi con rialzo fino a 0,42 1(2 e le farine sostenute da doli. 2,80 a 2,83 al barile di 88 chilogr. A Chicago grani e granturchi in ribasso, e lo stesso andamento ebbero i grani in tutte le piazze della California. Gli ultimi rapporti sul raccolto del granturco agli Stati Uniti portano la cifra di 276 milioni di staia contro 158 milioni nel 18s8e contro 76 nel 1887. A Calcutta i grani club invariati da rupie 2,50 a 3 Notizie telegrafiche dall’Australia del Sud fanno prevedere un buon raccolto. La solita corrispondenza settimanale da Odessa reca che gli affari furono calmissimi in seguito alla mancanza di tonnellaggio disponibile, e alle non buone notizie venute dall’Europa. A Nicolajeff i grani teneri e la segale ebbero qualche aumento. A Riga i grani si contrattarono da rubli 0,90 a 1 0,5 al pudo; la segale da 0,75 a 0,76 e I’ avena da 0,70 a 0,80. A Salonicco i frumenti duri si quotano da fr. 15 a 15,50 al quint., i teneri da fr. 14,50 a 15; il granturco a fr. 9 e 1’ avena pure a fr. 9, il tutto al quintale. A Larnaca (Cipro) i grani teneri a fr. 13 al quint. a bordo. A Londra grani ebbero tendenza incerta e a Liverpool invece sostegc o. I mercati germanici si mantennero generalmente fermi. I mercati austroungarici incerti, ma con tendenza al ribasso. A l’est i grani si cotrat arono da fior. 8,02 a 8,20 al quint., e a Vienna da 8,40 a 8,48. In Francia i mercati in ribasso ritornarono ad aumentare. A Parigi i grani pronti si quotarono a fr. 22,lo al quintale , e per i primi quattro mesi del 1890 a fr. 22,70. In Italia grani e granturchi a favore dei venditori, il riso tendente al ribasso e l’avena e la segale sostenute. — A Firenze i grani da L. 23,50 a 25,50 al quint.; a Bologna i grani fino a L. 4,50 e i granturchi da L. 15,50 a 16,5o ; a Verona i grani da L. 22,50 a 23,75 e i granturchi da L. 17 a 18; a Milano i grani da L. 23,25 a 25,50; i-granturchi da L. 15,50 a 17,50; la segale da L. 14,50 a 15,50, e il riso nostrale da L. 33,50 a 38,50; a Torino i grani da L. 23,50 a 26; ì granturchi da L. 17 a 18 e l'avena da L. 19 a 20,25; a Genova i grani teneri nostrali senza dazio da L. 16,25 a 19 al quint.; e i duri da L. 15,50 a 18,50; in Ancona i grani delle Marche da L. 23,75 a 24,25 ; e i granturchi da L. 15,50 a 16,50 e a Napoli i grani tanto bianchi che rossi sulle L. 24 il tutto al quintale. Vini. — Dall’ insieme delle notizie pervenute dai mercati della Sicilia apparisce che i prezzi dei vini hanno cessato di salire, e che il ribasso comincia a farsi strada provocato dal minor numero delle domande. — A Messina tendenza incerta. I Faro si vendono da L. 26 a 28 all’ ettolitro, i Milazzo da L- 27 a 30 ; i Vittoria da L. 20 a 22 ; i Riposto da L. 17 a 19; i Pachino da L. 18 a 20; e i Siracusa da L. 26 a 28 il tutto all’ettolitro fr. bordo. — A Vittoria i vini di prima qualità con tendenza al ribasso a L. 24; a Pachino a L. 20; a Riposto da L. 16 a 20 e a Sciacca da L. 25 a 25. Nelle provinole continentali del mezzogiorno il movimento è alquanto più attivo e i prezzi più sostenuti. — A Gallipoli il mercato è attivissimo con prezzi che variano da L. 22 a 28 all’ettolitro fr. bordo a seconda della qualità — A Barletta i mosti superiori contrattati da L. 35 a 45 all’ettolitro preso alla proprietà. — A Napoli i vini rossi di Gragnano da L. 26 a 33; i Nocera da L. 19 a 23 ; gli Avellino da L. 22 a 34 e i vini bianchi d’Ischia da L. 19 a 24 il tutto sul luogo di produzione. In Areizo i vini rossi da L. 35 a 55 e i vini bianchi a L. 40. — A Siena i vini del Chianti e di collina da L. 5U a 60, e i vini di pianura da L. 36 a 48. -- A Genova molti arrivi e vendite attive. I vini di Sicilia da L. 22 a 40; i vini del napoletano da L. 25 a 42 ; e i vini di Sardegna da L. 24 a 42. A Casalmonferrato ■ i vini buoni dei dintorni ebbero offerte di L. 56 senza conclusioni di affari. — In Asti i Barbera fini da bottiglia da L 55 a 65 all’ettol., detti da litro da L. 54 a 60; i Grignolino da L. 60 a 70 ; l’Uvaggio da L. 48 a 56 e il Nebiolo da L. 90 a 100 — A Torino i vini di prima qualità dazio consumo compreso da L. 59 a 69 e quelli di seconda da L. 46 a 57. — A Milano i vini del Piemonte rossi da L. 52 a 64 e i bianchi da 38 a 48; i vini rossi del Modenese da L. 52 a 54 e i vini meridionali da L. 30 a 53. A— Modena il Lambrusco da L. 53 a 50 e a Udine, i vini friulani da L 6i a 80. In Francia sono arrivati i primi vini della Dalmazia, Serbia, Ungheria, Grecia e Turchia che si vendono da fr. 45 a 55 all’ ettolitro, e molti vini anche dalla Spagna, specialmente Benicarlo che realizzano fr. 48 per le qualità aventi da 14 a 15 gradi di alcool. Spiriti. — in generale è la calma che prevale nell'articolo con prezzi invariati. — A Milano 1’ acquavite di grappa vale da L. 104 a 105; al quintale, gli spiriti delle fabbriche lombarde da L. 204 a 228 a seconda delle qualità e gli spiriti d'Ungheria da L 224 a 225. — A Genova i prodotti delle fabbriche di Napoli si vendono da L. 215 a 230 il tutto «1 quint. a seconda del grado. — A Parigi le piume qualità di 90 gradi disponibili si quotarono a fr. 36,75 al quint. al rieposito. Sete. — Anche questa settimana trascorse alquanto at iva nella maggior parte dei mercati. — A Milano si ebbe un buon contingente di affari in tutte le categorie, e specialmente nelle belle greggie in ti foli tondi per 1’ America, delle quali furono venduti importanti lotti a pieni prezzi. Anche le sete lavorate ebbero molte transazioni, e tutta questa grande attività è dovuta al rialzo nelle sete segnalato da tutti i mercati d’Oriente. Le greggie 9[10 classiche ai contrattarono da L. 56 a 57 ; dette di second’ ord. a L. 54; le greggie di marea 12(13 a L. 59; gli organzini 15(17 classici a L. 66 ; detti 16(18 da L. 63 a 64, e le trame classiche 18(20 di prim’ord. da L 58 a 59. Nei bozzoli secchi si fece da L 13,25 a 13,75 il tutto al chilogr. — A Lione il mercato malgrado i molti acquisti della settimana precedente prosegui animato, e con prezzi in ulteriore aumento. Fra gli articoli italiani venduti notiamo greggie di secondo ord 9(13 da fr. 58 a 59; organzini di 2° ord. 17(19 a fr. 65 e trame 20(24 di 2° ord. a fr. 62. Co oni. — I ribassi precedenti avevano richiamato in mercato i filatori inglesi, i quali fino dal principio della settimana, avendo ridotti i loro depositi in fabbrica, procedettero agli acquisti arrestando il ribasso. E forse si sarebbe chiusa la scala discendente , se le forti entrate ed i rilevanti imbarchi agli Stati Uniti non avessero spaventati i detentori, i quali offersero a Liverpool tanto liberamente il cotone, da indebolire ancora i corsi. — A Liverpool infatti i Middling Americani si contrattarono da den. 5 3(4 a 5 11(16 e i good Oomra da 4 9(16 a 4 3(8. — A Nuova York gli ultimi prezzi fatti furono di cent. 10 5[8 per il Middling Upland. —