722 L’ ECONOMISTA 10 novembre 1889 gendo lo scopo, di porre un argine ad un movimento di ribasso più accentuato, non ha poi il coraggio di iniziare una vera e propria campagna all’aumento. A Parigi per esempio le disposizioni del mercato al chiudersi della liquidazione erano eccellenti, ma l’alto prezzo del denaro che ha raggiunto il 4 1/2 per cento non avendo permesso a molti operatori, che non godono di un primo credito, di mantenere la propria posizione, ne è resultato un numero abbondante di realizzazioni, le quali ria u-ralmente, mancando la domanda, produssero un afiie-volimento generale. Oltre questo, una buona parte della stampa parigina attribuisce la sosta a incertezze parlamentari, moltissimi operatori attendendo l’apertura imminente della nuova Camera, per meglio orientarsi. Oramai è evidente che a Parigi il partilo del ribasso, prevalendosi dei suoi relativi successi, cercherà di accentuare la reazione più che gli sarà possibile, con lo scopo di comprare vantaggiosamente le quantità vendute, per diventare in se-segUito il partilo del rialzo. Le altre piazze ester , mai oando allatto qualunque minaccia contro la tranquillità generale, trascorsero alquanto sostenute. A Londra infatti i consolidati inglesi ebbero fino da martedì qualche aumento, e quanto a Vienna e a Berlino, esaminando le quotazioni (die di mano in mano sono state segnalate, ne resultano disposizioni ottimiste avendo i mercati trionfato di ogni specie di ostacoli, compreso l'alto prezzo dei riporti. Le Borse italiane sul principiare della settimana ebbero un andamento piuttosto incerto, ma in seguito la nostra rendita avendo ottenuto un sensibile aumento a Parigi, presero a salire ma soltanto per i fondi di Stato, giacché i valori continuarono più o meno ad essere bersagliati. Ecco adesso il movimento della settimana : Rmdita italiana 5 Oio. — Nelle borse italiane dopo un breve periodo di esitazione saliva a 95,40 in contanti, e a 93,62 1|2 per fine mese, per rimanere oggi a 95,45 e a 95,60 circa. A Parigi da 95 andava a 94,60; a Londra da 93 4(4 a 93 112 e a Berlino da 93,50 a 93,70. Rendita 3 Ojo■ — Negoziata intorno a 59,50 per fine mese. Prestiti già pontifici. — Il Blount invariato a 93,75; il Cattolico 1860—64 a 96,25 e il Rothschild a 100. Rendite francesi. — Le incertezze della politica interna, e il rincaro del denaro provocarono numerose oscillazioni di piccoli rialzi e ribassi, senza che a ninna delle due parti sia stato possibile di affermare la propria posizione. Il 3 per cento oscillò intorno ai prezzi precedenti cioè fra 87,05 e 87,20; il 3 per cento ammortizzabile da 90,55 indietreggiava a 90,35 per risalire a 90,55 e il 4 1|2 0/0 invariato fra 104,90 e 105. Consolidati inglesi. — Da 96 15[16 si spingevano fino a 97 7/„. Rendite austriache. — Ebbero mercato meno fermo della selt mana precedente essendo stata alquanto più viva la lotta fra rialzisti e ribassisti. La rendita in oro da 109,60 indietreggiava a 109,40; la rendita in argento da 85,40 andava lino a 86,20 per scendere poi a 85,60 e la rendita in carta da 85,90 indietreggiava a 85,50. Consolidati germanici. — Il 4 per cento invariato fra 106,60 e 106,70 e il 3 1/2 da 103,10 saliva a 103,10. Fondi russi. — Il rublo a Berlino da 212,40 saliva a 213,45 per ritornare a 212,40 e il nuovo prestito russo da 94,60 a 91,20. Rendita turca. — A Parigi da 17 saliva a 17,40 e a Londra da 17 a 17 3,16 e il rialzo si attribuisce alla favorevole impressione prodotta dalla visita dell’Imperatore Guglielmo a Costantinopoli. Valori egiziani. — La rendita unificata da 471 7/8 saliva fino 474 3|8 per rimanere a 463 3|4 ex coupon. Valori spagnwdi. — La rendita unificata scendeva da 73 13116 a 74 7|16. Si teme che la prossima discussione dei progetti finanziari possa provocare una crisi ministeriale. Canali. — Il Canale di Suez da 2312 indeboliva a 2307 per risalire oggi allo stesso prezzo e il Panama da 51 a andava a 53. I proventi del Suez dal 1° gennaio 1889 a tutto il 31 ottobre ascesero a fr. 55,861,165,53 contro fr. 54.336,112.15 uel 1888 e contro 47,789,952.28 nel 1S87 pari epoca. — I valori bancari e industriali italiani proseguirono la maggior parte nel loro invilimento, essendo l’alta Bmca impotente non solo a ricondurli nella via del rialzo, ma neppure a frenare il ribasso. Valori bancari. — La Banca Naz. Ital. negoziata da 1780 a 1794; la Banca Nazionale Toscana senza quotazioni; il Credito Mobiliare da 611 a 597 e poi!a 600 circa; la Banca Generale da 554 a 533; il Banco di Roma da 720 a 715; la Banca Romana da 1085 a 1075; la Banca di Milano da 145 a 136; la Banca Unione da 515 a 510; la Cassa Sovvenzioni da 202 a 192; la Banca di Torino da 613 a 600; la Banca Tiberina da 112 a 106; il Banco Sconto da 71 a 72; il Credito Meridionale da 406 a 405 e la Banca di Francia da 4225 a 4265. I benefizi della Banca di Francia nella settimana che terminò col 7 novembre ascesero a fr. 705,000. Valori ferroviari. — Le azioni Meridionali nelle nostre borse da 702 a 705 e a Parigi da a 695 a 697 le Mediterranee da 594 a 592 e a Berlino da 117,80 a 117,20 e le Simile senza quotazioni. Nelle obbligazioni le Meridionali a 314,25; le Sarde A a 301, le Sarde B a 303,50, e dette nuove a 307. Credito fondiario. — Banca Nazionale italiana contrattato a 504 per il 5 0/(> e a 4 4,25 per il 4 0|o; Roma a 463; Sicilia a 504 per il 5 0/o e a 468,50 per il 4 0/o; Napoli a 464; Siena a 494,50 per il 5 0/0; Milano a 504 per il 5 0|0 e a 482,75 per il 4 0|0; Bologna a 101,20 e Cagliari senza quotazioni. Prestiti Municipali. — Le obbligazioni 5 per cento di Firenze senza quotazioni: l’Unificato di Napoli a 88 circa ; l’Unificato di Milano a 89,50 e il prestito di Roma a 470. Valori divisi. — Nella borsa di Firenze si negoziarono le Utilità da 571 a 535; e le Costruzioni Venete a 143; a Roma l’Acqua Marcia da 1532 a 1320 e le Condotte d’acqua a 312; a Milano la Naviga. Gen. Italiana da 410 a 413 e le Raffinerie da 266 a 272 e a Torino la Fondiaria italiana da 75 a 71.