714 L’ECONOMISTA 10 novembre 1889 Rimane il Belgio di cui non si conoscono ancora le intenzioni ; ma siccome questa potenza fu particolarmente favorita nella Unione, non sembra probabile che voglia decidersi ad uscirne. Ed il periodico parigino conclude: « Le danger d’une rupture ne pouvait guère pro-« venir que de la France ; mais le gouvernement « français craignant que, s’il dénonçait le pacte moli notaire, on ne vit dans son attitude qu’un acte « d’hostilité envers l’Italie, ne voudra pas user de « son droit, et témoignera ainsi de son grand désir « d’arriver, par une politique de conciliation, à dé-« truire certaines préventions que l’on nourrit con-« tre lui de l’autre côté des Alpes ». Il nostro egregio contradditore mediti e ritenga che vai meglio confessare il proprio errore che ostinarsi a difenderlo con nuovi errori. L1 ESPOSIZIONE UNIVERSALE DI PARIGI XII. Bronzi d’arte e mobili. È molto rimarchevole l’industria francese dei bronzi d’arte; conviene credere inoltre che sia non poco rimunerativa, perchè numerosi sono gli espositori che abbiamo osservati. Accenniamo brevemente quelli che maggiormente ci colpirono, nello scorrere che facemmo rapidamente quest’esposizione. V’hanno dei così detti bronzi galvanizzati ; ma questi sono in realtà oggetti di rame ottenuti con delle pile elettriche o con delle dinamo e dipinti a bronzo. In questo genere abbiamo osservato i prodotti del Bertrand, derivanti dalle Granarne. I veri bronzi d’arte sono fusi con questo metallo ; taluni poi sono anche dipinti, inargentali, dorati, etc. Il più celebre dei bronzisti francesi è Barbedienne che dà alle sue produzioni quel tuono rossiccio che gli intelligenti stimano indizio del miglior metallo. Quest’industriale ha difatti eseguita una grandiosa mostra dei suoi bronzi, consistente in statue, pendole, lumiere, mobili, candelabri dorati ed altri oggetti; ammirabile sopratutto ci parve una statua di donna velata. Cot-lin ed ancora Turin e Delpy hanno esposte delle belle statuette colorite ed ancora inargentate e dorate. Schwoll ne ha fatte di maggiori dimensioni e Robichon ha esposto un bel fagiano della China in grandezza naturale. Osservammo con soddisfazione una statua di Amyot rappresentante il celebre Lazzaro Carnot, ed altre ancora di Godeau e Fremiet, nonché una grande figura muliebre di David ed altre, pure muliebri, di Rouvier. Non possiamo passare sotto silenzio una bella ed estesa esposizione di Houdebine, nella quale molto ci piacque la statuetta di un suonatore di violino. Molti altri valenti industriali sarebbero da annoverare; per non dilungarci soverchiamente, accenneremo soltanto Du-bois ed ancora Blot, Hottot, Lyon, Pie col suo gruppo di due figure; vedemmo ancora un orecchio, di m. 1 circa di grandezza, della statua della libertà a Nuova-York; bronzo colossale regalato dalla repubblica Francese alla sorella maggiore degli Stati-Uniti d’America. *) Vedi i numeri 799, 800, 801, 802, 803,804, 805, 806, 807, 808 e 809 àz\VEconomista. Poco è da raccontare dei bronzi d’altre nazioni. Rinvenimmo alcuni oggetti di provenienza belgica, fra i quali ci parve che i piccini fossero abbastanza ben fatti. La Russia, che ha inviate pochissime cose, ha esposte delle belle statue equestri di bronzo. Di fuori Europa abbiamo vedute delle lampade, provenienti dalla Persia, dei vasi di bronzo con incisioni a mano del Siam, come pure, cesellati a mano ed in vendita a tenue prezzo, delle tazze e dei bicchieri provenienti dal Cashmir. I mobili di lusso formano una classe di prodotti che occupa molto posto ad ogni esposizione. I nostri fabbricanti non si sono astenuti ; ma è ben lungi che vi siano tutti; così, pei Fiorentini, non trovammo che dei piano-forti a 7 ottave di Brizzi e Niccolai e di Volpi, che ha inoltre un piano-arpa di 6 ottave, nonché dei buoni intagli, alcuni dei quali dorati, di Valdinori. 1 fabbricanti dell’Alta-ltalia furono più attivi dei Fiorentini, segnatamente i Veneti. Cominciamo dal rammentare Zacchiri, grosso industriale che ha case a Parigi, Livorno, Budapest, Costantinopoli, e Smirne; questi ha fornito le mobilie del padiglione del comitato Italiano dell’esposizione; fra le quali notammo un bell’armadio. Un altro fabbricante, che ha casa in Parigi, è Carino ; questi produce, non solo dei mobili di legno intagliato, ma ancora delle sculture. Frai Veneti trovammo anzitutto Cedei che ha mostrati dei buoni intagli e delle pregievoli statuette; abbiamo ammirato sopratutlo un suo bel gruppo di legno bossolo, rappresentante la fama, la gloria e l’invidia. Testoliui, egli pure di Venezia, ha esposta la mobilia di una intera camera, nonché molte s Bluette ; Rossi ha delle statuette dipinte, rappresentanti moreschi, nonché cornici di spedilo, ec.; notammo ancora Gug-genheim, egli pure di Venezia, con gra diose mobilie intagliate, di cui alcune esitate, e Besarel con bei mobili di quercie, del quale leggemmo che ha testé venduti al principe di Galles parecchi dei suoi prodotti. Vedemmo ancora Guetta colle sue mobilie benissimo intagliate ; Tosi, con bei mobili artistici e con statuette; Candiani, di Venezia esso pure come gli antecedenti, con buoni lavori di legno noce e belle figurine di pero; ed infine Zi inietti di Vicenza che ha una pregievole esposizione di oggetti, mobili, e sculture in legno. Fra i Lombardi abbiamo osservati dei mobili di legno ebano intarsiati in avorio, e dei cuoi artistici, stile Cordova, di Mora di Milano, fornitore, come è noto, della corte d’Italia. Facemmo già menzione di Teuca ; ora rammentiamo Besana, egli pure di Milano, per dire che hanno piaciuto e sono state acquistate parecchie delle sue seggiole e poltrone. Anche Quartara di Torino ha messo in mostra dei lavori che, se sono di stile un poco tozzo, hanno però il pregio della solidità. Ciò lieve riconoscersi in due grandi armadi, uno di noce e l’altro di pero, ambo intagliati senza riporti. Di forme un poco pesanti ci parvero gli arredi di una camera dello stesso industriale. Relativamente ai mobili dell’Italia meridionale non vedemmo che quelli del semplice e poco artistico stile di Sorrento, inviati da Gargiulo. Saremmo tratti in soverchia lungaggine se volessimo qui render conto, senza omissione, degli espositori francesi di mobilie. Quasi tutti sono di Parigi, o vi dimorano, essendo questa capitale il centro del-1’ eleganza. Non ci fu dato scorgere infatti, d’ altre città, se non un Flachat-Cochet di Lyon, il quale