15 dicembre 1889 807 L’ ECONOMISTA è stato assai persistente; la qual cosa ha avuto e avrà, specialmente per Berlino, un effetto salutare , perchè la Germania ha dato forse un impulso eccessivo alla sua speculazione finanziaria e commerciale, che un giorno o l’altro potrebbe costargli non lievi sacrifici. Tale è almeno 1’ opinione di scrittori competenti e autorevoli e l’abbiamo veduta^ esposta con termini assai pessimisti anche in un recente rapporto de! conso'e degli Stati Uniti in franco-forte, sul quale ritorneremo prossimamente. E a quei due paesi possiamo aggiungere i’ Italia, dove mancando appunto qualsiasi freno e controllo e vivendo, economicamente, in una atmosfera viziata, in un ambiente artificioso, la crise pressoché generale si è andata preparando ed è scoppiata quasi all’ impensata. Gli avvertimenti non sono certo mancati, ma erano di quelli a parole, che lasciano pur troppo il tempo che trovano ; mentre un buon regime monetario, una politica di sconto logica e severa avrebbe avvertito a tempo che si correva ve-iso la crise. Quando scoppiò si ricorse ai cataplasmi, che i nostri lettori conoscono anche troppo e sull’effetto dei quali non è certo detta ancora l’ultima parola. (Rivista (Economica I lavori del Consiglio dell’Industria e del Commercio. — Il progetto di legge sulle tramvie. — La compagnia anglo-italiana per la navigazione fluviale a vapore. Il Consiglio dell’ Industria e del Commercio si è radunato nella settimana in sessione ordinaria. I lavori sono stati inaugurati dall’on. Ministro Miceli con un discorso, di cui diamo i punti principali. L’ on. Miceli tentò di dimostrare che la situazione economica del paese è lungi dall’ essere così triste come da taluni si va dicendo. In fatti le industrie nazionali sono in grandissimo sviluppo come lo prova il ‘atto che in sole 27 pro-vineie sono sorti 260 nuovi stabilimenti industriali, . e nelle altre 74 furono notevolmente estesi e migliorati. Per ovviare al danno che e derivato ai nostri commerci dalla rottura con la Francia, il Governo ha fatto opera per aprire nuovi sbocchi ai nostri prodotti, ed i resultati sono, disse il Ministro, assai lusinghieri. , „ Passò quindi a discorrere delle condizioni del credito ed ammettendo che esse non sieno soddisfacenti, ne accagionò il rapido sviluppo* della produzione nazionale che richiese forti capitali, e la crisi del 1886 che fu generale. Il capitale straniero, che con larga mano ci era stato affidato, mancò lutto ad un trrtto, ed il nostro commercio dovette attingere esclusivamente al credito nazionale e quindi si riservò sugli Istituti di emissione. , , „ . , . Da ciò le enorme eccedenza della circolazione di questi che il Governo ed anche il Parlamento hanno dovuto tollerare per evitare disastri. Ora è stalo presentato il progetto di legge per regolare i detti Istituti, allo scopo di limitare le loro operazioni a quelle proprie alle banche di emissione, Parlò da ultimo delle condizioni delle classi la- voratrici, ed accennò ai provvedimenti legislativi per migliorare lo sorti. Annunziò la prossima presentazione al Parlamento di progetti di legge sulle scuole d’ arti e mestieri, sulla responsabilità civile degli intraprenditori, che hanno un rilevante interesse sociale, ed espresse la fiducia che fra breve le migliorate condizioni del bilancio consentano di presentare 1’ altro progetto sulle pensioni degli operai, ciò che ora sarebbe impossibile senza far promesse che sarebbero eseguite da una grande delusione. . Iniziati i lavori dopo il discorso del Ministro, u Consiglio discusse anzitutto i voti manifestati dalle Camere di Commercio sulle riforme della legge 6 luglio 1862 che riguarda il loro ojdinamento. Le proposte dèi relatore furono approvate tranne le lievi modificazioni seguenti : Il numero massimo dei componenti le Camere di Commercio, da 21 qual’ è attualmente, fa elevato a 50 ; l’applicazione alle elezioni commerciali dello scrutinio di lista colla rappresentanza delle minoranze, fu approvata, ma con l’esclusione di quest ultima ; infine alle attribuzioni delle Camere di Commercio, sulla proposta detl’on. Giampietro, accettata dal relatore fu aggiunta quella di dar voto in materia di remine doganale e di tariffe e di tariffe ferroviarie. Il Consiglio intraprese anche la discussione delle conclusionf del relatore Castorina circa i provvedimenti doganali interni reclamati dalle Camere di commercio, facendo ragione alle osservazioni del -pon. Ellena a proposito della domanda fatta dalla Camera di Genova, manifestando il voto che ad a-gevolare le condizioni di fabbricazione in cui si trovano le raffinane di zucchero nazionali sia ammessa l’importazione temporanea di znccheri greggi destinati alla raffinazione in deposito doganale. % Udite le osservazioni che Ton. Ellena comunico al Consiglio a nome della Commissione nominata dal Presidente per prendere in esame il progetto di regolamente per le importazioni ed esportazioni temporanee, e dopo lunga discussione, specialmente intorno alla abolizione dell esportazione temporanea dei filati e tessuti di seta per essere tinti all’estero, e dall’ importazione temporanea dei materiali metallici per la costruzione di motori fissi e di materiale mobile per le ferrovie, il Consiglio ha approvato con poche modificazioni il detto progetto di regolamento. Inoltre prese atto di una comunicazione del cons. Besso intesa ad ottenere che le Camere di Commercio sieno chiamate a dar voto non solo in materia di tariffe doganali e ferroviarie, come fu prima deliberato, ma altresì in materia di tariffe dei trasporti marittimi. Nell’ultima seduta tenuta giovedì fu approvato üal Consioìio che i depositi franchi possono assumere a certe condizioni il servizio delle fedi di deposito e delle note di pegno. Esaminò poi le proposte di provvedimento doganali fatte dalle Camere di commercio, le quali proposte furono quasi tutte respinte. Non'furono accolte le domande del drawback a favore degli olii di seme, la soppressione o riduzione del dazio d’uscita sugli stracci, l’ importazione temporanea degli olii esteri, la soppressione del dazio di uscita sulle sete greggie, l’equiparazione dei prodotti agrari ai manifatturieri nel trattamento doganale, ecc; e approvò le conclusioni dell’on. Robec-chi sul dazio di cousumo in rapporto collo svolgimento delle industrie e del commercio.