10 settembre 1893 L’ECONOMISTA 585 Un terzo uso, che deve avere una certa impor-l.inza perchè divulgato in tutti i paesi, è quello della fabbricazione delle polveri piriche e dei preparati pirotecnici in genere. Un quarto uso è quello accennato sopra, della fabbricazione dell’acido solforico, una volta molto esteso, ora ridotto all’America del Nord e ad alcune fabbriche d’Europa, le quali hanno bisogno di acido solforico purissimo per speciali industrie, come quelle dell’acido citrico e prodotti medicinali. Qualche anno fa in Inghilterra si consumavano 12,000 tonnellate all’anno di zolfo a tale uso; sarebbe interessante conoscere quale è oggi in Inghilterra e negli altri paesi la quantità di zolfo trasformata in acido solforico puro, perchè questo impiego può prevedersi duraturo. Altre minori applicazioni sono fatte dello zolfo nelle industrie per la fabbricazione del caoutchouc, dell’ebanite, dei fiammiferi e dell’imbianchimento della paglia e della carta. Da ciò che si è detto risulta che il nostro zolfo ha due specie di impieghi, l’uno che può prevedersi duraturo e comprende tutti quelli enumerati, meno la fabbricazione dell’acido solforico comune; l’altro costituito appunto da questa fabbricazione il quale è minacciato, anche per quello che oggi rimane, dalla concorrenza delle piriti. Il costo dell’acido fabbricato con queste ultime è minore che adoprando zolfo e si calcola che i nostri produttori dovrebbero offrire lo zolfo nei porti d’imbarco a non più di 60 lire la tonnellata, se vogliono mantenere la loro esportazione in America. Ecco la ragione del ribasso odierno. L’ immigrazione italiana in Baviera. — Un recente rapporto del cav. Oldenburg, regio console italiano a Monaco, ci rende conto della immigrazione italiana in Baviera nell’anno 1892 e da esso spigoliamo le notizie di maggiore interesse. Gli operai italiani immigranti in Baviera durante lo scorso anno furono in totale, a quanto almeno risulta dallo spoglio delle schede presentate al Consolato, 5454, quindi 256 meno dell’anno precedente. Continua quindi Ja scala decrescente accentuatasi dopo il 1880. In tutto 1’ anno ne rimpatriarono 5454. La linea Salzburg-Pontebba, benché la più incomoda e la più lenta, è la maggiormente frequentata dai nostri operai, perchè la meno costosa, compiendosi ora un viaggio di quasi due giorni di ferrovia da Monaco ad Udine, con la modicissima spesa di marchi 12. Nel 1892 furono rimpatriati a spese del nostro governo 228 persone colla spesa di 3012 marchi: e molti di codesti rimpatriami a spese dello Stato provengono da altri paesi, sussidiati dai nostri consoli fino a Monaco e qui muniti di viatico fino alla patria, o fino ad Ala, a seconda delle condizioni del rimpatriando. I rimpatriami del 1892 sono così divisi per sesso; maschi 5299, femmine 155 soltanto. Sotto il rapporto del mestiere da essi esercitato in Baviera si ripartiscono così : Fornaciai 4122 ; muratori 623 ; minatori e scalpellini 195; boscaiuoli 104; figurinai 92; fruttivendoli 77; modelli, suonatori ece. 79. E in sensibile diminuzione la immigrazione dei frut-ùvendoli e figurinai; a causa della severa proibizione per parte dell’autorità di polizia dello smercio girovago delle loro merci in città; provvedimento del resto assai lodevole, perchè ha tolta una vera piaga della nostra immigrazione in Baviera, qual’era l’incontro ad ogni piò sospinto di un ragazzo sudicio o di un uomo male in arnese e spesso ubbriaco, ohe insistentemente presentava per la compera una figurina di gesso o un cartoccio di castagne o nocciuole. A ciò deve anche in parte attribuirsi la notevole diminuzione nella immigrazione dei ragazzi sotto ai 15 anni e dai 15 ai 20, che venivano appunto impiegati, o meglio sfruttati nelle industrie suaccennate. I 5454 immigranti dell’anno passato così si dividono per età : Sotto ai 15 anni 112 Dai 15 ai 20 » 194 Dai 20 ai 30 » 989 Dai 30 ai 40 » 1896 Dai 40 ai 50 » 1522 Dai 50 ai 60 T> 683 Sopra i 60 » 58 Totale 5454 La causa della diminuita immigrazione dei ragazzi sotto ai 15 anni e dai 15 ai 20, oltre alle ragioni dette, va anche attribuita alla severissima applicazione, per parte dell’autorità politica, della legge sulla istruzione obbligatoria, in esecuzione della quale vennero processati e condannati a pene pecuniarie,coloro che, nei giorni ed ore fissate dai regolamenti, non mandavano i ragazzi da loro dipendenti alla scuola. Dispetto alle provincie, cui appartengono gli immigranti del 1892, si dividono come segue: Udine 4697, Belluno 206, Lucca 88, Treviso 163, Venezia 108, Padova 40, Gaserta 82, Milano 22, Verona 34, Novara 14. Le condizioni dell’ operaio in generale nella Baviera non sono mutate nell’anno decorso, si sono migliorate invece quelle dei capi-fornaciai. Infatti una vertenza di grande importanza, di cui ebbe l’anno passato ad occuparsi il nostro Consolato, fu la regolarizzazione della posizione dei capi-fornaciai colà occupati, di fronte alla imposta sulla industria. Da parecchi anni ed in modo sempre crescente, questa categoria di lavoranti si era appellata al Consolato, dicendosi ingiustamente aggravata da quella imposta. Di quale importanza materiale per gli interessati sia stata quella vertenza risulta dal fatto che 45 capi-fornaciai, dei quali il r. Console ha rilevato l’importo dell’imposta da essi richiesta per l’anno 1892, avrebbero dovuto pagare, compresa la tassa comunale ed industriale, in cifra tonda più di 10,000 marchi. Il governo provinciale, cedendo alle giuste pretese del consolato italiano, ridusse alla quarta parte la tassazione primitiva. In altro argomento eminentemente umanitario era richiamata l’attività e l’intervento del Consolato, cioè sulle denuncie e liquidazioni delle indennità per infortuni sul lavoro di operai italiani, definite di perfetto accordo fra le varie Società di assicurazione e gli aventi diritto all’indennità. Il r. Console termina lodandosi grandemente delle direzioni degli ospedali bavaresi, e più specialmente di quello della città di Monaco, ove gli italiani vengono amorevolmente accolti e curati. Non tutto il mondo è paese ! La produzione del carbon fossile nella Gran Bretagna. — A cagione dei crescenti bisogni delle industrie di ogni genere, dello sviluppo delle ferro-